venerdì 19 gennaio 2018

Inizia la stagione lirica al Petruzzelli di Bari con "l'Olandese Volante" di Richard Wagner.


Prende il via domenica (alle 18.00) con L'Olandese Volante di Wagner la stagione lirica 2018 del Petruzzelli. Hanno presentato stamane l'opera il sovrintendente Massimo Biscardi (nella foto), il regista Yannis Kokkos ed il direttore principale del Teatro e dell'"Olandese" Giampaolo Bisanti, che ha sottolineato l'evento storico di questa Prima barese, grazie a "Coro e Orchestra ragguardevoli, che hanno ormai raggiunto vette significative ed importanti". Poche parole per celebrare il ritorno di Wagner a Bari dopo molti anni dalla Teatralogia, che ebbe qui una buona esecuzione. L'opera romantica di Wagner sarà realizzata con la regia di Kokkos, per la prima volta ospite del Petruzzelli, e la direzione di Bisanti, al secondo anno della direzione barese del Teatro. Dopo la Prima del 21 gennaio, l'opera sarà replicata il 23, il 26, 27 e 28 gennaio.

Lunedì 22 gennaio nel Teatro Abeliano di Bari si terrà un concerto dell'Orchestra Sinfonica della Città Metropolitana dal titolo "I suoni del silenzio...Nel giorno della memoria", diretto da Giovanni Rinaldi.


Lunedì 22 gennaio 2018, alle ore 21.00, nel Teatro Abeliano di Bari (Via Padre Kolbe, 3),  alla vigilia della Giornata della Memoria, in ricordo delle vittime dell’Olocausto, l’Orchestra Sinfonica della Città metropolitana si esibirà in un concerto dal titolo “Il suono del silenzio…nel giorno della memoria diretto dal maestro,Giovanni  Rinaldi (nella foto) e con la voce recitante di  Antonietta Cozzoli. In programma l’esecuzione dei seguenti brani:  Schindler's List di John WilliamsNel suono del silenzio”per voce e orchestra di Vincenzo Anselmi Suite Appassionatadi Nino Rota/ Vincenzo Anselmi. (Info biglietti: intero € 10,00ridotto € 5,00).

giovedì 18 gennaio 2018

Sabato 20 gennaio all'Unione Musicale di Torino il pianista Antonio Valentino si esibisce in pagine di Schubert e Piazzolla.


Sabato 20 gennaio 2018al Teatro Vittoria di via Gramsci 4 a Torino torna Short Track. 30 minuti di classica per tuttimini concerti ripetuti tre volte nella stessa sera (alle ore 18, 19 e 20, sempre di sabato) dedicati a tutte le orecchie e a tutte le età, un progetto pensato dall’Unione Musicale per avvicinare nuovo pubblico alla musica classica eseguita dal vivo. 
I concerti hanno durata di mezz’ora (15 minuti di ascolto e 15 di question time) e prevedono il contatto ravvicinato tra spettatori ed esecutori (il pubblico è seduto direttamente sul palco insieme agli artisti). 
Quante volte brani di musica classica risultano facilmente riconoscibili, anche a chi non frequenta abitualmente una sala da concerto, perché sono parte integrante delle colonne sonore di celebri film?
È il caso per esempio dell’Adagio dal Trio in mi bemolle maggiore op. 100 di Schubert, melodia che fa da sfondo alle tragiche avventure di Barry Lindon nell’omonimo film drammatico del 1975 di Stanley Kubrick. Il Trio Debussy, gruppo torinese che da sempre l’Unione Musicale coinvolge in vari progetti sperimentali del Teatro Vittoria, eseguirà questo gioiello del repertorio da camera, rivelandone agli spettatori segreti e curiosità. Insieme a Schubert, un’altra celebre pagina più volte “prestata” al cinema e alla pubblicità: Libertango di Astor Piazzolla (come nel film Frantic di Roman Polansky del 1988). 
Antonio Valentino, (nella foto) pianista del Trio Debussy, sarà a disposizione, insieme agli altri due artisti che compongono il Trio, per rispondere a tutte le domande del pubblico. Un’occasione unica, informale e divertente, per abbattere le diffidenze e immergersi nel piacere della classica.
«Abbiamo abbracciato l’iniziativa con entusiasmo - afferma Francesca Gosio, violoncellista del Trio Debussy, - ogni sperimentazione è una possibilità di rilancio e di attualizzazione». (intervista completa su http://www.unionemusicale.it/intervista-esclusiva-a-francesca-gosio/) 
Prossimo e ultimo appuntamento con Short Tracksabato 24 febbraio 2018: Violino alla capricciosa.
Short Track è parte del progetto “Pubblico di domani” vincitore di “OPEN 2017 – Nuovi pubblici per la cultura”, l’azione che la Compagnia di San Paolo ha istituito per stimolare la sperimentazione e la ricerca sull’Audience Development.

Il Duo Santoro (chitarra) -Galeone (fisarmonica) inaugura la 74esima Stagione Concertistica degli Amici della Musica "Arcangelo Speranza" di Taranto.

Ci sono anche i tanghi di Astor Piazzolla e Richard Galliano e lo choro del brasiliano Pixinguinha  nel concerto di Michele Santoro (chitarra, nella foto) e Bruno Galeone (fisarmonica) che domenica 21 (ore 18), nel Salone della Provincia di Taranto, inaugura la rassegna «Young» della 74esima Stagione concertistica degli Amici della Musica «Arcangelo Speranza». La storica associazione ionica riapre la finestra sui nuovi talenti che lo scorso anno ha fatto registrare una straordinaria partecipazione di pubblico. E riparte con una coppia particolarmente affiatata composta da due musicisti già affermati interpreti nel repertorio solistico dei rispettivi strumenti.
Santoro e Galeone scoprono di avere un’affinità elettiva dopo essersi incontrarti come componenti di vari organici strumentali. E a quel punto decidono di formare un duo con l’obiettivo di sperimentare nuovi territori sonori attraverso la fusione tra due mondi timbrici e due tessuti armonici differenti. Dalla loro unione si realizza l’incontro tra due culture differenti, che si mescolano alla continua ricerca di percorsi alternativi, data la diversità degli strumenti di cui i due musicisti sono specialisti. Strumenti con i quali affrontano un repertorio variegato, colorato e complesso, ma al contempo di facile ascolto.
Nel concerto che propongono per gli Amici della Musica, Santoro e Galeone partono dalla musica classica, dal repertorio originale per chitarra, trascritta e rivisitata per duo, con l’esecuzione del Rondo op. 68 di Mauro Giuliani, la Sonata in re maggiore di Christian Gottlieb Scheidler e «La vida brève» di Manuel De Falla, per approdare alla musica brasiliana di João Pernambuco («Rebolico» e «Recordando Nazareth») e di Pixinguinha («Um a zero»). Inevitabili le incursioni nel mondo del bandoneon e della fisarmonica con il tango argentino di Astor Piazzolla («Libertango») e le contaminazioni del francese Richard Galliano («Tea for Toots» e «Tango por Claude»), oltre a uno spazio riservato a brani originali degli stessi Santoro («Bejo Roubado», «Per sempre», «Balcanica») e Galeone («Antidoto», «Bossa») e un’attenzione ad un autore italiano contemporaneo e virtuoso della fisarmonica come Renzo Ruggeri («Carnevale»).
Biglietti Posto Unico € 5,00
Info e prevendite AMICI DELLA MUSICA “ARCANGELO SPERANZA”
Via Toscana 22/a – tel. 099.730.39.72

mercoledì 17 gennaio 2018

Dal 18 gennaio "Il pranzo di Babette" interpretato e diretto da Paolo Panaro al Teatro van Westerhout di Mola di Bari.


È il film preferito di Papa Francesco. Diretto da Gabriel Axel vinse il Premio Oscar nel 1988 e rese celebre anche l’omonimo racconto capolavoro dal quale era tratto, «Il pranzo di Babette» di Karen Blixen, che la Compagnia Diaghilev propone in una trasposizione teatrale di Francesco Niccolini con la regia e l’interpretazione di Paolo Panaro (nella foto). L’appuntamento è al Teatro van Westerhout di Mola di Bari, dove lo spettacolo andrà in scena dal 18 al 21 e dal 25 al 28 gennaio (ore 21, domeniche ore 20) con le musiche eseguite dal vivo dal baritono Angelo De Leonardis e dalla pianista Debora Del Giudice (prenotazioni 333.1260425).
 La riduzione di Niccolini e Panaro punta alla ricerca della purezza cristallina delle emozioni, potenti e livide, create dall'immenso talento della grande scrittrice danese: il miracolo e l’invidia, la paura dei sentimenti, il batticuore, gli anni che passano, le occasioni perdute, i rimpianti. E, sopra ogni cosa, una riflessione sulla generosità dell’arte, che cambia la vita.
Alla fine dell’Ottocento, in un piccolo villaggio della Danimarca, vivono due anziane sorelle, Martina e Philippa. Figlie di un pastore protestante, decano e guida spirituale del posto, dopo la sua morte hanno ereditato la direzione della locale comunità religiosa respingendo le proposte di matrimonio e continuando a vivere una vita semplice e frugale, per aiutare i compaesani in difficoltà.
Un giorno si presenta alla loro porta, stremata, la parigina Babette Hersan. Accolta dalle anziane signorine, si guadagna l'ospitalità facendo da governante e contribuendo all'attività di beneficenza. E le vicende che ne seguono vanno a comporre una storia in una casa di fantasmi. Perché tutto è finito molto tempo fa. Eppure il ricordo è vivissimo, come una fiamma di candela che scalda anche le notti più gelide. Una storia da leggere come un “cupo mal di denti” che l’arte di una donna, venuta da lontano, scioglie miracolosamente. Sullo sfondo, un fiordo norvegese, una comunità religiosa ossessionata dal senso del peccato e dalla penitenza, la fuga precipitosa di tre donne: una dall’amore, la seconda dalla lirica, la terza dalla Comune di Parigi. Tutte, adesso, riunite nella stessa casa, secondo i capricci del destino.

martedì 16 gennaio 2018

Mercoledì 17 gennaio inizia il tour italiano per l'Unione Musicale a Torino delle sorelle Katia e Marielle Labeque.


Inizia da Torino (mercoledì 17 gennaio 2018, Conservatorio Giuseppe Verdi – ore 21, per l’Unione Musicaleil tour italiano 2018 delle sorelle Katia e Marielle Labèque (nella foto) che toccherà poi Mantova, Firenze e Bologna.
Il duo pianistico più affiatato della scena internazionale sarà affiancato per l’occasione da due giovani percussionisti di rango come Simone Rubino e Andrea Bindi. «Abbiamo sentito tante cose belle sul loro conto […] – ha dichiarato Katia Labèque in una recente intervista rilasciata in esclusiva all’Unione Musicale – Avevamo proprio voglia di far conoscere al pubblico due artisti giovani e bravi come Simone Rubino e Andrea Bindi!»
Simone Rubino è uno dei talenti più splendenti cresciuti all’ombra della Mole Antonelliana. Diplomato al Conservatorio di Torino, si perfeziona con Peter Sadlo a Monaco di Baviera. A dispetto dei suoi 24 anni, Rubino ha già avviato una brillantissima carriera, anche grazie alla vittoria del primo premio al prestigiosissimo Concorso ARD di Monaco di Baviera (2014) e del Foerderpreis della Radio Tedesca (2015). Si è esibito con i Wiener Philharmoniker, con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai ed è stato ospite della Carnegie Hall a New York e del Palais des Beux Arts di Bruxelles.
Divenuto a soli 27 anni primo timpano dell’Orchestra del Teatro alla Scala, Andrea Bindi può vantare numerose collaborazioni con rilevanti formazioni italiane e straniere: l’Orchestra del Teatro Regio di Torino, l’Orchestra Regionale della Toscana, l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, l’Orchestra Haydn di Trento e Bolzano, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, la City of Birmingham Symphony Orchestra. 
I quattro interpreti eseguiranno insieme la Sonata per 2 pianoforti e percussioni di Bartók, pagina in cui le sonorità della musica del folklore ungherese vengono assorbite dalla forma tradizionale della sonata in tre tempi. Nella Sonata i due pianoforti si integrano con una vasta serie di percussioni, amalgamate con varietà e potenza quasi orchestrale. È lo stesso Bartók a ricordare che «le due parti di percussioni sono del tutto uguali come importanza a ciascuna delle parti pianistiche. Il timbro degli strumenti a percussione ha varie funzioni: in molti casi dona solamente colore al suono del pianoforte, in altri sottolinea i più importanti accenti; occasionalmente gli strumenti a percussione introducono motivi contrappuntistici contrapponendosi alle parti pianistiche, e i timpani e lo xilofono suonano alcuni temi, anche come solisti: gli stessi temi sono di carattere percussivo, al punto da determinare una struttura ritmicamente contrappuntistica».
Sempre di Bartók si ascolteranno anche 5 studi per 2 pianoforti ricavati dal gruppo dei 153 che formano l’opera Mikrokosmos per pianoforte solo. Mikrokosmos può essere definito un lavoro di etnomusicologia ante litteram, una pietra miliare nello studio dei rapporti tra stile colto e popolare. 
Insieme alle atmosfere rassicuranti delle Danze ungheresi di Brahms sono in programma anche due novità, a testimonianza del legame che Katia e Marielle amano intrattenere con gli autori di oggi.Thirteen Drums del giapponese Maki Ishii vedrà Simone Rubino impegnato con 13 membranofoni (bongos, congas…) in un pezzo di bravura in cui strutture ritmiche determinate e indeterminate creano differenti percezioni del tempo musicale. 
Conferma l’attenzione delle sorelle Labèque per la musica contemporanea la scelta di eseguire in prima italiana il brano El Chan del quarantenne compositore americano Bryce Dessner, pagina ispirata alla natura selvaggia e misteriosa del Messico. Nato per quartetto con pianoforte (2016), il pezzo è stato poi trascritto per due pianoforti proprio per le sorelle Labèque, che collaborano regolarmente con Bryce Dessner e sono le dedicatarie anche del suo Concerto per 2 pianoforti.

lunedì 15 gennaio 2018

Sabato 20 gennaio al Teatro Forma si esibirà in concerto il musicista Maurizio Petrelli.


Sabato 20 gennaio, alle 21, al Teatro Forma di Bari (infotel: 080.501.81.61 – 328.474.64.69, biglietti in vendita su bookingshow.com) si esibirà in concerto dal vivo il musicista Maurizio Petrelli (nella foto), con la sua Very Big Orchestra diretta dal noto jazzista e maestro Franco Piana (autore degli arrangiamenti insieme a Vincenzo Presta). «Eccomi qui!» è il titolo di una ricchissima serata di musica in cui il crooner salentino presenterà i suoi nuovi brani raccolti nell'ultimo disco «Scatole di vetro», prodotto dall’etichetta romana Alfamusic, diretta da Fabrizio Salvatore e Alessandro Guardia, sapientemente mixati con inserti tratti dal suo precedente lavoro «Amori e Altre Storie - Divagazioni di un alchimista». Ad accompagnare Petrelli vi saranno sul palco del Forma 16 straordinari musicisti, particolarmente versati nello swing e nella costruzione di atmosfere da “crooner”, in cui sarà esaltata la vena più autentica dell’interprete.
I temi proposti da Petrelli disegnano un universo espressivo variegato, ora incline all’intimismo, ora attento all’ambito sociale della contemporaneità. Il registro stilistico è adeguato al racconto di avventure, impressioni e ricordi che emergono come tracce di un acuto scavo interiore, profondamente sincero e tendente a ricorrere all’ironia per alleggerire il dramma o rifuggire dal melenso.
Un momento particolarmente significativo del concerto sarà l’omaggio al grande Nicola Arigliano, attraverso alcuni dei suoi brani più noti, ma anche con la canzone originale «Colpevole», presentata al Festival di Sanremo nel 2005 e contenuta nel disco, in cui Petrelli lascia trapelare un trasporto che è più di un'affinità elettiva.
Il crooner salentino entra in punta di piedi in questo universo, per il rispetto dovuto ai mostri sacri, ma poi si trova subito a suo agio per la non comune esperienza di esploratore di stili acquisita in questi anni. Dimostra, infatti, una sensibilità interpretativa in cui coesistono vivacità e misura senza cedimenti a facili enfatizzazioni. I brani classici ritrovano, perciò, una rinnovata freschezza e gli arrangiamenti in chiave jazzistica riescono a estrarre un'anima swing anche dalla canzone melodica italiana.
Poco prima del concerto ci sarà un aperitivo-degustazione offerto da Eurospin.

PRIMO SPETTACOLO DEL 2018 PER LA RASSEGNA “ALTROVE”: IN SCENA AL PRO LOCO BABILONIA DI MOLFETTA IL 20 E 21 GENNAIO “COSTELLAZIONI” DI NICK PAYNE.


La stagione teatrale “Altrove. Teatro è follia”, targata Malalingua, inaugura il nuovo anno sabato 20 gennaioore 21:00, con lo spettacolo “Costellazioni”, in replica domenica 21 alle 18:30. Terzo appuntamento in cartellone per la rassegna molfettese che, sotto la direzione artistica di Marco Grossi e Marianna de Pinto, anima il palcoscenico del Pro Loco Babilonia, in Via San Gioacchino 1(Molfetta). “Costellazioni” porta in scena un testo unico e travolgente di Nick Payne (nella foto), giovane drammaturgo inglese tra i più attivi del panorama teatrale anglosassone, tradotto da Noemi Abe e diretto dal regista Silvio Peroni. Una storia d’amore raccontata attraverso le teorie della fisica quantistica e, dunque, del caos, esplorando le infinite possibilità degli universi paralleli. Payne prova ad applicare questo sistema alle vicende di una coppia, mostrando ogni volta una serie di possibili sviluppi delle azioni dei due in più di cento scena che si susseguono in settantacinque minuti. Protagonisti sul palcoscenico del Pro Loco Babilonia saranno Jacopo Venturiero e Aurora Peres, rispettivamente nei ruoli di Orlando, un affabile apicoltore, e Marianna, brillante ricercatrice universitaria nel campo della cosmologia quantistica. Una pièce che si propone come indagine sul libero arbitrio e sul ruolo che il caso gioca nelle vite dei due personaggi mostrando le possibilità e i diversi modi in cui i loro incontri sarebbero potuti andare a causa di molteplici fattori. Dunque, più versioni dei vari momenti della relazione di coppia, dalla conoscenza, alla seduzione, al matrimonio, al tradimento, si materializzano in scena dinnanzi agli occhi dello spettatore fino a convincerlo che è tutta questione di scelte. Lo spettacolo è una produzione di Khora.teatro, compagnia basata sulla esperienza e le competenze di Alessandro PreziosiTommaso Mattei Aldo Allegrini, riconosciuta dal MIBAC, Dipartimento per lo spettacolo dal Vivo. Gli interpreti, Venturiero e Peres, entrambi diplomatiall’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”, da anni attivi sia in campo teatrale che cinematografico, sono qui diretti da Silvio Peroni regista teatrale e direttore artistico di Festival e rassegne culturali internazionali. Egli ha, inoltre diretto artisti come Elio Germano, Isabella Ragonese, Daniela Poggi, Alessandro Tiberi, Margot Sikabonyi, Massimo Dapporto, Ninì Salerno, Arnoldo Foà, Paola Gassman e ha realizzato spettacoli di autori come Will Eno, Nick Payne, Mike Bartlett, Cesare Zavattini, Tahar Ben Jelloun, Neil La Bute, PinterPer info, costi e prenotazioni di biglietti per lo spettacolo “Costellazioni” rivolgersi ai seguenti contatti: 3454213629 – 3494037423 - 080 9722881 (dal lun. al ven. dalle 16:00 alle 20:00);info.malalingua@gmail.com.

venerdì 12 gennaio 2018

Dopo la pausa natalizia venerdì 19 gennaio riprende la IX Rassegna "Ecotopia" con The Chunga's Revenge.


Dopo la pausa natalizia e le note musicali del cantante e songwriter gallese, Ian Shaw, prosegue la IX^ Rassegna “Ecotopia” dell’Associazione musicale “Nel Gioco del Jazz”.Venerdì 19 gennaio, alle 21,00, al Teatro Forma a Bari, appuntamento con The Chunga’s Revenge,  composto da Tiziana Ghiglioni – voce,
Roberto Ottaviano – sax (nella foto), Daniele Cavallanti – sax, Silvia Bolognesi – contrabbasso, Tiziano Tononi – batteria. Si tratta di una reunion di musicisti attivi a Milano (ma non necessariamente milanesi, come la Ghiglioni, Ottaviano e la Bolognesi) tra la metà degli anni '70 e fino ad oggi, che prende il nome da un album piuttosto controverso della discografia di Frank Zappa.
Controverso perché da quel momento in poi la sua musica sarà un coacervo potente di influssi e stimoli diversi e a volte anche apparentemente contrastanti.
In realtà, questo progetto, non ha nulla a che vedere con omaggi o tributi al musicista e compositore statunitense, ma è piuttosto il pretesto per ricomporre uno spirito musicale presente in alcuni anni importanti in cui la città era attiva come non mai quale laboratorio fecondo di idee e di incontri animati proprio dai componenti di questo gruppo.
Del resto un po’ tutti i musicisti del “The Chunga's Revenge” hanno sempre abbracciato una estetica ed una prassi del Jazz mai autoreferenziale (sebbene le collaborazioni di tutti con importanti protagonisti della musica afroamericana siano state sempre di alto profilo), piuttosto hanno guardato allo spirito aperto ed inclusivo di questa espressione percorrendone un solco, quello dei Mingus, Coltrane, Cherry, etc. che intendono rivendicare con orgoglio e che oggi sta svanendo in favore di un Jazz sempre più confortevole e precisino.

Costo biglietto: 25,00 euro settore “A” – 20,00 euro settore “B” - 15,00 euro settore “C”
Particolarmente vantaggiose le riduzioni a favore degli studenti. L’Associazione “Nel Gioco del Jazz” mette a disposizione 50 biglietti al costo di 5,00 euro, direttamente al botteghino del Teatro Forma la sera del concerto.
Il prossimo appuntamento dell’Associazione “Nel Gioco del Jazz” è per mercoledì 31 gennaio con un concerto fuori rassegna. Al Teatro Forma a Bari, alle 21,00 si esibirà il “Family Affair Trio”, formazione cosmopolita guidata dal contrabbassista Giuseppe ‘Fratello Joseph’ Bassi e con il sassofonista Roberto Ottaviano e la pianista Yu Ying.
Per informazioni su tutti gli eventi dell’Associazione “Nel Gioco del Jazz” è possibile scaricare l’APP dal sito ufficiale, www.nelgiocodeljazz.it, Google Store, Facebook e da tutti i dispositivi tablet, smartphone e iphone.
Biglietti e abbonamenti in vendita presso CENTRO MUSICA – C.so Vitt. Emanuele 165 – Bari - tel. 0805211777, oppure chiamando l’Associazione Nel Gioco del Jazz al 3389031130, o inviando una mail a info@nelgiocodeljazz.it – Fb

giovedì 11 gennaio 2018

Sabato 13 gennaio va in scena al Teatro van Westerhout di Mola di Bari "Bar" di Spiro Scimone e Francesco Sframeli.


Spettacolo «cult», per il quale una critica entusiasta ha rinviato a Pinter e Fassbinder, «Bar» di Spiro Scimone  e Francesco Sframeli (nella foto), i Premi Ubu già da tempo consacrati esponenti di spicco della «nuova drammaturgia italiana», va in scena al Teatro van Westerhout di Mola di Bari, sabato 13 gennaio (ore 21), per la Stagione 2017-2018 della Compagnia Diaghilev.
Siciliani, si esprimono con un grammelot messinese, ma comprensibile a chiunque. E del Sud, dei suoi fallimenti umani, parla questa pièce tragicomica, con giallo finale, per la regia di Valerio Binasco. Scritta da Scimone, e con Sframeli interpretata sulle scene essenziali di Titina Maselli, «Bar» propone il dialogo tra una coppia di creature marginali che, nel retrobottega di un bar, per l’appunto, indagano sulle rispettive vite. I protagonisti sono Nino, un barman troppo ingenuo, e Petru, un disoccupato incline alla menzogna. Finiscono entrambi coinvolti nella spirale del gioco d’azzardo, con finale violento. Accade tutto in quattro giorni. E sono giornate cruciali nella vita di questi due uomini, che hanno scelto un luogo pubblico per nascondersi al resto del mondo, ciascuno con motivazioni diverse, ignorando quasi tutto dell’altro, del mondo, e perfino di sé.
Ma in questo bar si vede e si vive soltanto il retro. Meglio ancora, un muro, contro il quale i due uomini sembrano schiacciati insieme ai pochi oggetti presenti, il bidone della spazzatura e qualche cassa di bibite, una radio portatile. Fissati al loro destino di perdenti, in attesa della svolta che non arriva mai, che forse arriverà domani, anzi, di sicuro. Per l’uno è il sogno di preparare gli aperitivi in un locale dove si suona musica americana, un posto di classe e non questo bar di periferia. Per l’altro quello di un lavoro stabile, che rimedi a quel suo vivere d’espedienti. Ma il barista Nino deve intanto fare i conti con la convivenza di una madre oppressiva, che a ogni compleanno gli regala una sgargiante giacca da lavoro di un colore diverso. E il disoccupato Petru con un boss locale che lo taglieggia con pretese di doni, vuole anche l’orologio e gli ori di famiglia, e pretende tangenti sullo stipendio futuro.
In cima al muro si apre una finestra. Arrampicandosi su una scala è possibile osservare quel che accade di là, il mondo indecifrabile e ostile che sta all’esterno. Il mondo dei due è di qua, in questo retrobottega della vita. Di qua soltanto sembra conservarsi una possibilità di sopravvivere, nella soppressione dell’azione che invece ha uno sviluppo violento al di fuori. Più che la vicenda che arriva come un’eco, conta del resto la situazione che si realizza sulla scena, il rapporto fra due umanità straniere l’una all’altra, che si scoprono capaci di solidarietà.
Info e prenotazioni 333.1260425.

Concerti dell’Orchestra sinfonica metropolitana di Bari a Santeramo in Colle, Giovinazzo e Altamura: omaggio a Gioachino Rossini in occasione del 150°anniversario dalla sua scomparsa


Sabato 13 gennaio 2018, alle ore 20.30, nel Teatro Saltimbanco a Santeramo in Colle, l’Orchestra sinfonica metropolitana si esibirà in un concerto diretto del maestro, Nicola Sette (nella foto) e con i solisti Marcello Sette al violoncello, Adriana Damato (soprano) e  Domenico Colaianni (baritono).
 Il concerto si apre con un omaggio a Gioachino Rossini di cui si celebra il 150° anniversario dalla sua scomparsa con l’esecuzione della celebre Ouverture da “L’Italiana in Algeri”. A seguire una pagina per violoncello e orchestra di Pyotr IlyichTchaikovsky Variazioni su un Tema Rococò per Violoncello e Orchestra op.33.
La seconda parte sarà dedicata ad un programma lirico con l’esecuzione di brani suggestivi che ripercorrono la storia dall’Opera al Musical. (Info e costi biglietti: Tel. 080 3026893 - Cell. 393 8917729). 
Il concerto sarà replicato martedì 16 gennaio, alle ore 20.30, nella Chiesa di San Domenico a Giovinazzo (ingresso libero) e mercoledì 17 gennaio, alle ore 20.30, nel Teatro Mercadante di Altamura. (Info e costi biglietti: 080.3101222).

mercoledì 10 gennaio 2018

Domani giovedì 11 gennaio parte la 12esima edizione di DAB Danza a Bari, realizzata dal Teatro Pubblico Pugliese in collaborazione con Teatri di Bari e AltraDanza.


Domani giovedì 11 gennaio parte la 12ma edizione di DAB, Danza a Bari, la stagione di danza contemporanea del Comune di Bari realizzata dal Teatro Pubblico Pugliese in collaborazione con Teatri di Bari e AltraDanza. 
In scena al Nuovo Teatro Abeliano:  Zappalà Danza (nella foto) con I Am Beautiful, quarta tappa del progetto Transiti Humanitatis. Interpretazione e collaborazione alla costruzione, Maud de la Purification, Filippo Domini, Sonia Mingo, Gaetano Montecasino, Adriano Popolo Rubbio, Fernando Roldan Ferrer, Claudia Rossi Valli, Ariane Roustan, Valeria Zampardi
Luci. Attraverso i corpi dei danzatori la danza stessa parla in prima persona, si dichiara bella e mentre afferma se stessa si rende conto che la bellezza che vorrebbe raggiungere non è mai una risposta o una soluzione ma sempre un interrogativo e una ricerca incessante.
È come se alla base di tutta la danza ci fosse un principio d’incertezza.
Incertezza che è anche quella della bellezza.
La contemporaneità del gesto coreografico che ne consegue consiste proprio nell’esaltare questa incertezza, questo tendere verso, piuttosto che affermare.
In un viaggio di andata e ritorno dal palco agli spettatori e viceversa, i binari che portano a destinazione la danza dello spettacolo sono quelli della semplicità e del rigore, della visceralità e dell’incertezza.  In “I AM BEAUTIFUL”, queste quattro categorie sono, nel loro insieme, un sinonimo di bellezza.

Dopodomani, venerdì 12 gennaio, Dab si sposta al Teatro Kismet alle ore 21.00, dove permarrà per tutto il WE. Venerdì in scena Compagnia Menhir in Ritual Quintet_01, progetto e coreografie di Giulio De Leo, con Vanessa Cokaric, Giulio De Leo, Erika Guastamacchia, Rodolfo Piazza, Pfitscher da Silva, Cinzia Sità, produzione Compagnia Menhir con il sostegno di Teatro Garibaldi di Bisceglie in collaborazione con Civitanova Casa della danza, AMAT nell’ambito del progetto, Residenze Marche Spettacolo promosso da MIBACT. A seguire per Anticorpi eXpLo – Tracce di Giovane Danza d’Autore: Cie MF | Maxime & Francesco conChenapan, ideazione Francesco Colaleo. 
Sabato 13 alle 21.00 l’attesa produzione di Silvia Gribaudi Performing Arts / La Corte Ospitale: R. OSA – 10 ESERCIZI PER NUOVI VIRTUOSISMI, con Claudia Marsicano - vincitrice premio UBU 2017 Nuova Attrice Under 35 .
Domenica 14 gennaio – ore 19.00, Network Internazionale Danza Puglia, Collettivo Wooshing Machine – Mauro Paccagnella & Alessandro Bernardeschi: Happy Hour, ideazione, coreografia e interpretazione di Mauro Paccagnella e Alessandro Bernardeschi. Alle 21.30,Compagnia Stalker _ Daniele Albanese in VON con Daniele Albanese, Marta Ciappina, Giulio Petrucci. A seguire per Anticorpi eXpLo – Tracce di Giovane Danza d’Autore, Fray, interprete Pieradolfo Ciulli, coreografia, costumi e scenografia Olimpia Fortuni. 
I DAB SPEECH DAB SPEECH approfondimenti prima dello spettacolo saranno curati nella tre giorni da Carmelo Zapparrata,  docente di Storia della danza, giornalista e critico per Danza&Danza e Francesca Pedroni - critico di danza per Il Manifesto e Danza&Danza, autrice e regista per il canale Sky Classica HD, docente di Storia della Danza e del Balletto alla Scuola di Ballo dell'Accademia Teatro alla Scala. 

LA RASSEGNA
18 produzioni in tutto in rassegna, dall’AterBalletto, 1 febbraio, con Golden days, su musiche di Tom Waits, Patti Smith, Keith Jarrett, GIA’ TUTTO in SOLD OUT in abbonamento; il 7 marzoSpellbound Contemporary Ballet  in Rossini ouvertures, coreografia e regia Mauro Astolfi (pochissimi posti ancora liberi). E il 22 marzo: Virgilio Sieni con Cantico dei cantici.
Dab si presenta come una vetrina d’eccellenza attraverso la quale conoscere bene quali sono i lavori più significativi del contemporaneo, attraverso anche alcuni canali che attraversano competenze, scelte, circuiti e reti del sapere la danza: Network Anticorpi XL, DAB_Esplorare, Generazione Contemporanea, progetto Libero Corpo di Bisceglie, fino alNetwork Internazionale Danza Puglia. Tutti i lavori saranno anche introdotti e approfonditi, prima degli spettacoli, da speech, conferenze di critici ed esperti, per rendere la danza quanto più intellegibile sia al pubblico che agli stessi operatori.
Non si rinuncia all’anima di Dab di dare spazio agli autori emergenti come Olimpia Fortuni, Francesco Colaleo e Maxime Feixas, provenienti dalla selezione 2018 della vetrina Giovane Danza d’autore XL e Daniele Albanese che a gennaio presenterà la sua ultima creazione, VON, insieme alla debordante R.OSA di Silvia Gribaudi, che vede in scena la straordinaria Claudia Marsicano, Premio UBU 2016 come nuova attrice under 35.
Straordinaria la venuta del Balletto dell’Opera di Tirana,  il 26 aprile, con la regia e coreografia di Angelin Preljočaj, intervento sostenuto con fondi Regione Puglia FSC 2014_20-Assessorato industria turistica e culturale. Ballerino e coreografo di danza contemporanea francese,  Preljočaj è di origine albanese; dagli studi classici all’approccio con il contemporaneo con Merce Cunningham a New York, ha diretto e creato alcune tra le più importante performance di danza contemporanea internazionale. Sarà un suo grande affresco che aprirà la Festa della Danza, momento conclusivo dell’edizione 2018, composto da due balletti “Noces (il matrimonio)” e “La Stravaganza”, segmenti del repertorio di TKOBAP nati dalla collaborazione di Preljočaj e la sua compagnia "Ballet Preljocaj”, centro coreografico nazionale in Provenza.
Sempre per la Festa della danza (26-27-28 e 29 aprile Giornata Mondiale della Danza): il riallestimento di Erodiade-fame di vento, di Julie Ann Anzilotti, nell’ambito del Progetto Ric.cidiretto da Marinella Guatterini, che da anni lavora alla ricostruzione delle coreografie italiane più rappresentative degli anni 80-90; Sud, ultima creazione della barese Simona  De Tullio,Everything is ok, di Marco D’AgostinCome back to Italy, nuovissimo trittico di Altradanzache debutta in prima nazionale. Uno spettacolo per DAB KIDS, dedicato ai più piccoli, l’8 e il 9 aprile, Sosta Palmizi, Con Naso all’insù, di Giorgio Rossi, in matinée, alle 10,00.
Tra i pugliesi, Giulio De Leo con Compagnia Menhir, Equilibrio Dinamico di Roberta Ferrara, in prima nazionale con la sua ultima creazione, Maristella Tanzi di Qualibò. Inizio spettacoli ore 21.30.


martedì 9 gennaio 2018

Domani torna all'Unione Musicale il Trio di Parma per concludere l'esecuzione integrale dei Trii di Johannes Brahms.


Mercoledì 10 gennaio 2018, presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino alle ore 21, torna all’Unione Musicale il Trio di Parma (nella foto), una delle realtà cameristiche più interessanti della scena nazionale e internazionale, per concludere l’esecuzione integrale dei Trii di Brahms iniziata la scorsa stagione. «I percorsi monografici – afferma Enrico Bronzi, violoncellista del Trio - hanno questo vantaggio: stabilire un contatto più intimo con l’autore. Alle volte può anche succedere che inizialmente un autore ti appaia meno congeniale e successivamente, dopo un’immersione di questo tipo, hai la sensazione di aver trovato una chiave nuova, che ti pare illumini tutta la sua opera». (intervista completa su http://www.unionemusicale.it/intervista-a-enrico-bronzi-trio-di-parma/) 
L’ensemble - formato da Alberto Miodini al pianoforte, Ivan Rabaglia al volino ed Enrico Bronzi al violoncello - ha ormai abbondantemente superato l’importante traguardo dei venticinque anni di attività, coronata dall’assegnazione del Premio Abbiati quale miglior complesso cameristico; veri e propri specialisti nell’esecuzione di progetti monografici, i tre artisti hanno inciso le opere integrali per trio di Brahms, Beethoven, Ravel, Šostakovič (miglior disco dell’anno 2008 dalla rivista “Classic Voice”), Pizzetti, Liszt, Schumann, Dvořák e Schubert. 
Sono due i capolavori che concludono il viaggio del Trio di Parma nel cuore del repertorio romantico di Brahms e, per l’occasione, l’ensemble sarà affiancato da Guglielmo Pellarinprimo corno dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, dove ha collaborato con direttori come Pappano, Abbado, Gatti, Maazel, Masur, Inbal e Prêtre. Molto attivo anche nel repertorio cameristico, Pellarin è un artista eclettico e coltiva da sempre, parallelamente alla musica, una notevole passione per gli studi scientifici, culminata con una Laurea in matematica presso l’Università di Padova. 
Il programma si apre con il giovanile Trio per violino, violoncello e pianoforte op. 8. Scritto da un Brahms appena ventenne, fra il 1853 ed il 1854, fu la prima opera da camera che il compositore ritenne meritevole di essere data alle stampe. Il brano fu eseguito per la prima volta in Europa nel dicembre del 1855: al pianoforte c’era l’amica Clara Schumann, che aveva manifestato delle perplessità stilistiche su alcuni passaggi del brano. Così Brahms riprese in mano la partitura nel 1889 per una revisione molto profonda: dei quattro movimenti solo il secondo rimase pressoché invariato, mentre gli altri tre subirono grandi modifiche e ripensamenti.
Nella seconda parte si potrà ascoltare il Trio in mi bemolle maggiore op. 40, che Brahms iniziò a comporre nel 1864 nella pace del soggiorno estivo di Baden Baden. L’inserimento del corno al posto del violoncello, fatto assai raro nella letteratura musicale ottocentesca, risiede sia nella natura timbrica evocativa dello strumento sia nella vena malinconica ed extramusicale dell’ispirazione brahmsiana, influenzata dalle sue escursioni solitarie nei dintorni di Lichtental dove, secondo sua esplicita affermazione, sarebbe nato il primo tema dell’Andante iniziale.

Il 14 gennaio per l'Agimus Giovanni Sollima fa sold out a Mola di Bari e raddoppia.


Giovanni Sollima (nella foto) fa sold out a Mola di Bari. E l’Agìmus, che con la performance del famoso violoncellista festeggia il concerto numero seicento, concede il bis. Domenica 14 gennaio, al Teatro van Westerhout, per l’inaugurazione delle Stagioni 2018 dirette da Piero Rotolo nella Rete di musica d’arte Orfeo Futuro, l’Associazione Giovanni Padovano Iniziative Musicali raddoppia. Esauriti i biglietti per il concerto delle ore 18.30, viene prevista una replica alle ore 20.45 per soddisfare le tante richieste degli appassionati, che potranno acquistare il ticket su www.associazionepadovano.it.
E se l’Agìmus raddoppia, Sollima moltiplica per sette. Tanti sono, infatti, i musicisti dell’ApuliaCelloSoloists che si esibiranno con lui in questo progetto inedito che prende le mosse dall’esperienza dei 100Cellos, l’ensemble aperto e sperimentale creato dallo stesso violoncellista siciliano con il sodale Enrico Melozzi. Una formazione nella quale vengono regolarmente coinvolti grandi virtuosi accanto a dilettanti e giovanissimi con l’obiettivo di dimostrare quanto democratico possa essere il “fare musica” se si riscopre e si coltiva la funzione sociale del suono. Funzione che, nell’esperienza dei 100Cellos, diventa luogo fisico e mentale con la regolare invasione di spazi e occasioni, dal Teatro Valle di Roma occupato, dove il progetto prese piede, al Concertone del Primo Maggio in Piazza San Giovanni, dalla Stazione Centrale di Milano per la Triennale al concerto sul sagrato della Basilica di Santo Stefano, a Budapest, per l’apertura del Semestre Italiano della Presidenza UE. Sul piccolo palcoscenico del Teatro van Westerhout di Mola saranno Giovanni Astorino, Giuseppe Caranellese, Fabio De Leonardis, Tiziana Di Giuseppe, Gaetano Simone, Francesco Tanzi e Luciano Tarantino, tutti pugliesi di straordinario talento, ad affiancare Giovanni Sollima, musicista che ha cambiato il modo di intendere il violoncello: uno strumento che tra le mani dell’artista palermitano, punto di sintesi tra accademia e musiche alternative, è diventato borderline. È ormai celebre l’etichetta affibbiatagli dal premio Pulitzer, Justin Davidson, che lo ha definito il «Jimi Hendrix del violoncello». Definizione nella quale Sollima si riconosce pienamente.E tra colto e popolare, con una continua osmosi tra i generi, continua a muoversi l’attività dell’Agìmus, che celebra il concerto numero seicento aprendo le Stagioni 2018 con un appuntamento davvero straordinario destinato a rappresentare per l’ApuliaCelloSolists l’inizio di una lunga esperienza.
Biglietti euro 21 (ridotti euro 16). Infoline 368.568412.