martedì 28 marzo 2017

La celebre violinista Isabelle Faust torna all'Unione Musicale di Torino in compagnia della pregevole Orchestra of the Age of Enlightement, diretta da Matthew Truscott, il 19 aprile con musiche di Haydn, Mozart e Carl Philipp Emanuel Bach.


Isabelle Faust (nella foto), una delle interpreti più comunicative e carismatiche della musica barocca e classica, che Claudio Abbado contribuì a proiettare giovanissima nell’universo musicale internazionale, mercoledì 19 aprile 2017 (Conservatorio Giuseppe Verdi, ore 21) ritorna all’Unione Musicale di Torino, che l’ha ospitata regolarmente dal 1994 ad oggi.
Il New York Times ha scritto di lei: “Il suo suono ha passione, grinta ed energia ma anche un calore e una dolcezza disarmanti che possono rivelare l’intimo lirismo della musica”. Le sue interpretazioni profonde e fedeli, basate su un’approfondita conoscenza del contesto storico delle opere ma anche su una puntuale attenzione all’attuale prassi esecutiva catturano gli ascoltatori e la rendono una delle interpreti più richieste al mondo.
Non c’è dunque un partner migliore per Isabelle Faust della pregevole Orchestra of the Age of Enlightenment, formazione britannica specializzata nell’esecuzione di musica barocca su strumenti originali nata 30 anni fa da un gruppo di strumentisti che, senza direttore principale, ne decidono democraticamente la programmazione. Dalla sua fondazione l’Orchestra of the Age of Enlightenment ha sconvolto, trasformato e affascinato il mondo della musica e ancora oggi si distingue per l’eccellenza, l’esplorazione, la ricerca di autenticità.
L’Orchestra of the Age of Enlightenment – che prende il nome dal periodo storico dal quale trae il suo repertorio musicale – ha all’attivo collaborazioni con prestigiose bacchette come Simon Rattle, Vladimir Jurowski, Ivan Fischer, Frans Brüggen, Philippe Herreweghe, Gustav Leonhardt, René Jacobs, Monica Huggett e Bruno Weil.
Isabelle Faust ha dichiarato in una recente intervista rilasciata per l’Unione Musicale: “È un enorme lusso lavorare con un eccellente ensemble storicamente informato come questo. L’Orchestra of the Age of Enlightenment ha un approccio e una conoscenza particolare del periodo classico e del linguaggio musicale di Mozart e questo restituisce immediatamente una qualità meravigliosa all’esecuzione”. (Vedere l’intervista alla pagina http://www.unionemusicale.it/intervista-esclusiva-ad-isabelle-faust/)
Per il concerto di Torino l’Orchestra sarà guidata da Matthew Truscott, che riveste questo ruolo dal 2007 ed è stato recentemente nominato primo violino anche della prestigiosa Mahler Chamber Orchestra. 
Sui leggii ci saranno il primo e l’ultimo dei Concerti per violino di Mozart, un gruppo di lavori cruciali nel percorso artistico e umano dell’autore, inframezzati a due pagine sinfoniche: La passione di Haydn e la Sinfonia n.1 di Carl Philipp Emanuel Bach, che rispecchiano lo stile della scrittura orchestrale degli Anni Settanta del Settecento, periodo nel quale si formò il gusto di Mozart nell’ambito della musica strumentale. 
Mozart compose gli estroversi e gioiosi cinque Concerti per violino e orchestra tra aprile e dicembre del 1775. Nel giro di pochi mesi riuscì nell’impresa di passare dagli schemi barocchi del Concerto in si bemolle maggiore K. 207 agli esiti originali e compiuti del Concerto in la maggiore K. 219 che – con le sue dimensioni generose, la forma non convenzionale e la ricchezza cangiante dei temi – è considerato tra le migliori espressioni dello stile galante e ha influenzato la successiva letteratura concertistica. 
Il sottotitolo La passione, apposto alla Sinfonia in fa minore Hob. 1 n. 49 di Haydn, fa intendere che questo brano doveva essere suonato durante la Settimana Santa, com’è confermato dall’esordio con un movimento lento, secondo la struttura tipica della sonata da chiesa. La ricchezza di colori e di atmosfere espressive fanno di questa pagina un segnale importante della sensibilità di Haydn verso gli ideali di libertà espressiva dello Sturm und Drang, che nel giro di pochi anni avrebbero attratto tutti i campi dell’arte. 
Le Sinfonie Wq 182 vennero composte nel 1773 da Carl Philipp Emanuel Bach – il secondo e più famoso dei venti figli del celebre Johann Sebastian – su commissione del barone Gottfried van Swieten, un aristocratico olandese al servizio dell’impero austriaco oggi ricordato per i suoi rapporti di amicizia con diversi grandi compositori, tra i quali Haydn, Mozart e Beethoven.
Queste pagine, concepite per essere eseguite esclusivamente nelle soirée in casa del barone a Vienna, vennero riscoperte e pubblicate negli Anni Trenta del Novecento. Si tratta di composizioni originali, ricche di idee audaci e di grandi novità formali.

Lunedì 3 aprile il tenore Francesco Meli si esibisce, accompagnato dal pianista Michele Gamba, alla Scala di Milano in un recital lirico.

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 I grandi tenori sono da sempre l’elemento più seducente del genere operistico, nonché una delle sue risorse più rare. Da anni non si sentiva una voce di timbro argentino, fraseggio delicato e proiezione efficace come quella di Francesco Meli (nella foto), oggi  punto di riferimento per il repertorio tenorile, soprattutto verdiano, in tutto il mondo. Alla Scala, dove ha debuttato in Dialogues des Carmélites diretto da Riccardo Muti, è stato la prima scelta per spettacoli come Giovanna d’ArcoI due FoscariDon Carlo e La traviata, ma anche in important i concerti diretti da Riccardo Chailly quali il Requiem di Verdi e il recente omaggio a Toscanini. 
Lunedì 3 aprile sarà dunque un’occasione rara e preziosa per essere a tu per tu con uno degli ultimi rappresentanti della gloriosa scuola tenorile italiana, un artista di rango che per l’occasione ha scelto un programma vario e generoso. La prima parte è dedicata alla grande poesia, con i Sonetti su testi di Petrarca e Michelangelo, musicati rispettivamente da Liszt e Britten, con al termine una perla in prima assoluta di Luigi Maio. La seconda parte del concerto esplora la bellezza del timbro tenorile nel canto spianato con Respighi, Puccini, Tosti, Cilea e in conclusione addirittura Wagner, con la celebre aria di commiato di Lohengrin in versione ritmica italiana. 
Al pianoforte lo accompagna Michele Gamba, direttore d’orchestra salito all’onore delle cronache per l’esordio last minute (appaluditissimo) alla Scala ne I due Foscari l’anno scorso, un successo che lo ha portato a salire sul podio anche per Le nozze di Figaro e Il ratto dal serraglio per i bambini. 
Per scoprire tutti i dettagli del programma di un grande serata di canto e riservare il tuo posto, visita il nostro sito (Biglietti da 5,50€ a 35€ più prevendita)
  

lunedì 27 marzo 2017

Martedì 4 aprile il pianista Barry Douglas, accompagnato dal Quartetto del San Carlo di Napoli, sarà ospite della Camerata Musicale Barese al Teatro Showville di Bari.


Un pianista di eccezionale valore, Barry Douglas (nella foto), già acclamato in un applauditissimo recital di due anni fa, accompagnato dal Quartetto del Teatro San Carlo di Napoli, sarà ospite della Camerata Musicale Barese martedì 4 aprile  (ore 20.45) al  Teatro Showville, per un programma di estrema densità musicale tra cui il celebre Quintetto di Brahms.
La grande carriera internazionale di Barry Douglas ha avuto inizio nel 1986, con la vittoria della medaglia d’oro al Concorso Internazionale Čaikovskij di Mosca. Da allora Barry Douglas si è esibito con tutte le principali orchestre internazionali ed ha collaborato con direttori quali Vladimir Ashkenazy, Colin Davis, Lawrence Foster, Valery Gergiev, Marek Janowski, Mariss Jansons, Lorin Maazel, Kurt Masur, André Previn, Mstistlav Rostropovich, Kurt Sanderling, Leonard Slatkin, Yvegeny Svetlanov, Yuri Temirkanov, Michael Tilson - Thomas, Neemi Jarvi, Krjstian e Paavo Jarvi. Douglas, inoltre, è impegnato regolarmente in recital in Francia, Irlanda, Regno Unito, Stati Uniti, Spagna e Sud America. In estate è apparso ai BBC Proms (di cui è stato più volte ospite) con la BBC Symphony Orchestra, eseguendo l’anteprima mondiale di un nuovo concerto scritto per lui da Kevin Volans per festeggiare il suo 50° compleanno. Nel  corso della sua carriera  Douglas ha registrato moltissimi CD, tra i quali spiccano quelli dedicati a tutti i Concerti di Beethoven con la Camerata Ireland, orchestra da camera da lui stesso fondata nel 1999. Nel 2008 Sony / BMG ha pubblicato la sua registrazione dei Concerti n. 1 e n. 3 di Rachmaninov con la Russian National Orchestra e Evgeny Svetlanov ed è stato proprio con un film documentario per la BBC dedicato al Concerto n.2 di Rachmaninov, presentato da Dudley Moore e la London Symphony Orchestra diretta da Michael Tilson - Tomas che Barry Douglas ha raggiunto la grande popolarità presso il pubblico internazionale.
Di recente costituzione, il Quartetto d’Archi del Teatro San Carlo di Napoli nasce dalla volontà delle quattro prime parti di approfondire la propria affinità, già sperimentata all’interno dell’Orchestra, nella più alta espressione della musica cameristica, il quartetto d’archi.
Anche per questi due  appuntamenti  è  valida la formula “A  Teatro con Mamma e Papà”, riservata ai ragazzi e ragazze fino a 15 anni, con un costo del biglietto di soli 12 euro.  Sconto speciale anche per i giovani fino a 25 anni: 5 euro.
Continuano intanto le prenotazioni per l’Evento straordinario del 27 maggio 2017 al Petruzzelli con la nota attrice-cantante Lina Sastri impegnata nel suo nuovo lavoro “Appunti di Viaggio”.
Per informazioni e prenotazioni gli interessati possono rivolgersi presso gli uffici della Camerata infotel 080/5211908, sul sito www.cameratamusicalebarese.it  e presso il  Box Office c/o La Feltrinelli.


Dal 9 al 18 aprile al Comunale di Bologna va in scena l'inedito dittico composto da "La voix humaine" di Poulenc e "Cavalleria rusticana" di Mascagni, diretto da Michele Mariotti e con la regia di Emma Dante.


Sarà un viaggio d'amore che rende pazzi i protagonisti e che ci farà scoprire i confini tra la ragione e le perdita del senno, in un affascinante affresco dell'animo umano”. Così la regista Emma Dante descrive la sua messa in scena dell'inedito dittico composto da La voix humaine di Francis Poulenc e Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni. La nuova produzione dei due atti unici è in programma in prima assoluta al Teatro Comunale di Bologna dal 9 al 18 aprile, interpretata dal Direttore musicale Michele Mariotti (nella foto). Anna Caterina Antonacci è la protagonista della tragédie lyrique composta nel 1958 da Poulenc, tratta dalla piéce omonima di Jean Cocteau, autore anche del libretto. Marco Berti, Carmen Topciu e Gezim Myshketa sono invece Turiddu, Santuzza e Alfio, i protagonisti del celebre triangolo amoroso verista che Mascagni ha tratto dall'omonima novella di Giovanni Verga, andato in scena per la prima volta a Roma nel 1890. Il cast dell'atto unico è completato da Anastasia Boldyreva, nel ruolo di Lola, e da Claudia Marchi, in quello di mamma Lucia. L'allestimento porta le firme dei consueti collaboratori di Emma Dante: per le scene Carmine Maringola, per i costumi Vanessa Sannino, per le luci Cristian Zucaro e la coreografia di Manuela Lo Sicco. Assistente alla regia sarà invece Gianni Marras, assistente alle scene Roberto Tusa.
Con l'Orchestra del Comunale, per Cavalleria rusticana anche il Coro diretto da Andrea Faidutti.
Lo spettacolo è ripreso da Rai5 e da Radio3 e sarà trasmesso in differita.
Sia nella Voix Humaine, sia nella Cavalleria rusticana, protagoniste sono le donne – prosegue Emma Dante – in entrambe leggo il dolore dell'abbandono, della solitudine. I luoghi sono diversi, diverse le comunità che li abitano, ma la motivazione che spinge alla tragedia è la stessa: la pazzia d'amore. Per amore si compiono azioni estreme, come estremo è il gesto teatrale dentro una grande opera musicale. Cercherò di trasferire dentro l'intimità di Poulenc e dentro il grande affresco siciliano di Mascagni le infinite piccole cerimonie della vita di cui facciamo parte anche noi”.
L'accoppiata costituita da La voix humaine e Cavalleria rusticana – dice il direttore Michele Mariotti – è rivelatrice di elementi comuni tra le due partiture, come l'intimismo con cui vengono tratteggiate le due figure femminili protagoniste. In Cavalleria, Santuzza è sedotta per ripiego e poi trascurata; nella Voix humaine si sente solo la voce della donna, mai quella dell'amante, e si vivono la sua autocommiserazione e la sua autopunizione sotto forma di monologo: la linea telefonica che cade, l'interruzione, sono parte integrante di quest'opera, dove anche il silenzio è suono. Entrambe le protagoniste dei due drammi – conclude Mariotti - sono donne sole e fragili, sulle quali il destino si accanisce”.Lo spettacolo è realizzato grazie al sostegno di Alfa Wassermann.
I biglietti (da 125 a 10 euro) sono in vendita sul sito www.tcbo.it e presso la biglietteria del Teatro Comunale di Bologna. Eventuali biglietti invenduti saranno disponibili da un'ora e mezza prima dell'inizio di ogni spettacolo al 50% del costo
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A Roma il 30 e 31 marzo l'Orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia diretta da Vladimir Jurowski interpreta musiche di Zemlinsky e Mahler.



CONCERTI30/31 marzo - 1 aprile Auditorium Parco della Musica - Roma - Sala Santa Cecilia
Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Vladimir Jurowski
 direttore

Zemlinsky Sinfonietta
Mahler Sinfonia n. 1 "Il Titano"
Biglietti da 19 a 52 Euro

Zemlinsky e Mahler si muovono sullo sfondo dello stesso scenario, quello della Vienna tra la fine del secolo e l'imminenza dell’Anschluss, l'annessione dell'Austria alla Germania, avvenuta nel 1938: intellettuale e colta,  Vienna è la città raffinata in cui Klimt e i ‘Secessionisti' si distaccano dal rigore accademico. Anni di fermento, in cui Gustav Mahler dà voce al disagio e alle contraddizioni che caratterizzano l'epoca.  La Prima Sinfonia, "Il Titano" è del 1889, un manifesto ricco di elementi provenienti da mondi musicali diversi: fanfare, valzer, canti popolari, suoni della natura, mostrati assieme in un grande affresco sonoro. Idea e titolo furono ispirati dal romanzo di Jean Paul, autore prediletto di Schumann, ma cinque anni dopo il programma sparisce, in assonanza col clima del tempo combattuto tra musica ‘pura' e musica ‘a programma'. Meno nota ma di grande bellezza la Sinfonietta di Zemlinsky, che dalla sua aveva la stima di Schönberg di cui fu primo maestro. Contrasti sonori, che scandagliano stati emotivi diversi e che ben si addicono alla personalità sfaccettata di Vladimir Jurowski (nella foto), uno dei giovani direttori più ricercati sulla scena internazionale, qui alla guida dell'Orchestra di Santa Cecilia. 
CONVEGNO30 - 31 marzo
Auditorium Parco della Musica - Roma - Museo degli strumenti musicali
Vienna 1884/1934
Convegno promosso dall'Accademia Nazionale di Santa Cecilia in collaborazione con l'Università di Roma Tor Vergata, il Centro Romano Studi Ebraismo (CeRSE), la Società Italiana di Musicologia e l'Istituto di cultura austriaco.

A Taranto il 30 marzo va in scena la rappresentazione di "Scugnizza" con Elena D'Angelo per "Gli Amici della Musica Arcangelo Speranza" nell'ambito della 73esima Stagione Concertistica.


Taranto che gli diede i natali, celebra Mario Costa (1858-1933) con gli Amici della Musica «Arcangelo Speranza» nell’ambito della 73esima Stagione concertistica. All’autore di «Era de maggio» che conquistò l’Europa con questa e molte altre romanze su versi di Salvatore Di Giacomo, giovedì 30 marzo, al Teatro Orfeo (ore 21), lo storico sodalizio ionico e l’associazione «Mario Costa» di Sabino Dioguardi rendono omaggio con la rappresentazione di «Scugnizza» (biglietti: platea e prima galleria € 25, seconda galleria € 20, terza galleria € 15, info 099.730.39.72). Protagonista la Compagnia di Operette guidata da Elena D’Angelo, lei stessa in scena nel ruolo del titolo e attesa, dopo il debutto di Taranto, al Teatro San Babila di Milano (1 e 2 aprile).
Musicata dal compositore tarantino su libretto di Carlo Lombardo, titolare della compagnia cui si deve la prima rappresentazione al Teatro Alfieri di Torino, il 16 dicembre 1922, «Scugnizza» è ambientata negli anni della messinscena e si basa su una sorta di «contrasto amoroso» in salsa napoletana, sottolineato da una schietta vena malinconica e una divertente ambientazione popolare.
Un ricco americano cerca di convincere una dubbiosa e indigente scugnizza, Salomè, a lasciare Napoli per l’America, convinto che «tutto far con i dollari si può». La donna, dunque, si trova inizialmente di fronte al dilemma della scelta tra una vita agiata lontano da Napoli o una vita difficoltosa nei luoghi familiari della città partenopea. Questo dilemma, apparentemente risolto a favore della prima opzione, si concretizza poi nella mandolinata dello scugnizzo Totò, il quale vuole che la ragazza della quale è innamorata resti a Napoli. Mister Toby, l’anziano americano che avrebbe voluto portare con sé la giovane Salomé, riuscirà, dunque, a portare oltreoceano solo i ricordi al suono di una musica straordinariamente accattivante. «Sugnizza» è, infatti, un condensato di melodie che da un lato interpreta un mondo fatto di spontaneità e nostalgia, mentre dall’altro si riallaccia direttamente all’opera verista con un richiamo alle migliori romanze pucciniane.
Al debutto di «Scugnizza» del 1922 è, inoltre, legato un famoso rifiuto di Nella Regini, celebrità dell’operetta di allora resasi indisponibile a interpretare il ruolo principale perché non poteva ammettere di andare in scena abbigliata nel modo trasandato prescritto dal libretto. Accettò solo qualche mese dopo, quando in occasione della prima milanese la compagnia ovviò ricoprendo di strass i vestiti logori della protagonista. Mentre fu Cettina Bianchi, un’altra grande soubrette degli inizi del Novecento, a segnare l’esordio pugliese di «Scugnizza» al Teatro Petruzzelli di Bari, il 14 novembre del 1924, e al Teatro Alhambra di Taranto, il 2 gennaio del 1925.
A far rivivere i fasti di quegli anni e «Scugnizza» di Costa, compositore passato alla storia non solo per le sue celebri romanze ma anche per la pantomima «Histoire d’un Pierrot», adesso è Elena D’Angelo (nella foto), che dopo aver mosso i primi passi nel mondo dell’operetta con le compagnie Nadia Furlon e Corrado Abbati alla fine degli anni Novanta, nel 2005, scelta da Sergio Corucci, viene promossa primadonna della Compagnia Italiana di Operette, la più antica d’Italia, prima di diventare titolare della Compagnia Operetta Teatro al Massimo di Palermo e, infine, fondare nella stagione in corso una sua compagnia con l’intento di rispettare filologicamente libretto e spartito e utilizzare l’orchestra dal vivo.

sabato 25 marzo 2017

Il prossimo 27 maggio Lina Sastri approderà al Petruzzelli con una sorta di "concerto di musica e parole" per la 75esima stagione della Camerata Musicale Barese.


È uno spettacolo diverso, una sorta di “concerto di musica e parole”, quello che approderà il 27 maggio prossimo (ore 21.00) al Teatro Petruzzelli per gli “Eventi Straordinari” della 75ª Stagione “Gold” della Camerata Musicale Barese.
Un viaggio nell’anima, quindi, che si rinnova liberamente sull’onda dell’emozione, delle parole e della musica.  Il sublime del Teatro e la magia della Musica si fondono per dar vita ad uno spettacolo coinvolgente ed accattivante, mai banale. Si parte da “Via degli Zingari”, dal quartiere natìo dal quale Lina si allontanò, ancora adolescente, per inseguire il sogno del Teatro; si ricordano gli esordi in “Masaniello”, gli incontri fondamentali con Gennarino Palumbo, con Eduardo De Filippo (“il Maestro”), con Peppino, con Roberto De Simone.
Lina Sastri (nella foto) mette in scena i monologhi di Eduardo, di Pirandello fino a raccontare l’approdo al Cinema e al Teatro musicale.
“Appunti di viaggio” è Teatro musicale, perchè anche se l’attrice sottolinea a più riprese di non essere una cantante, riesce ad ammaliare anche con la Musica, complice la maestria del quintetto di professori d’orchestra che l’accompagna sul palco che non si limita  ad “accompagnare” la Sastri, ma con le note prendono parte alla sua magia, ai suoi movimenti, alla sua gestualità.
Lina ricorda i genitori incarnando rispettivamente la madre e il padre nelle dolci melodie dei classici napoletani e nel ritmo tutto latino di “Maruzzella”. L’omaggio  con “Napul’è” è  invece a Napoli, all’amico Pino Daniele.
Qualcuno ha detto che Lina Sastri non si può raccontare. Chi dice Lina Sastri dice, infatti, teatro, cinema, televisione, musica. Ma anche Napoli, tradizione, passione, coraggio, amore per le proprie radici. Sarà uno spettacolo denso di fascino ed emozioni senza fine.
Lina Sastri  ha vinto tre David di Donatello, due come migliore attrice protagonista per "Mi manda Picone" e "Segreti segreti" ed uno quale  migliore attrice non protagonista, per "L'inchiesta".
Ha esordito nel cinema col film "Il Prefetto di ferro" di Pasquale Squitieri. Come cantante ha partecipato al Festival di Sanremo nel 1992, con "Femmene 'e mare" ed ha pubblicato diversi dischi, da ultimo si ricordano Linea Rossa, Reginella, Passione e Canzoni Napoletane.
In ambito teatrale ha preso parte tra le altre alle seguenti commedie: "Masaniello" per la regia di Armando Pugliese, "Processo a Giovanna" regia di Enrico Maria Lamanna e "Filumena Marturano", regia di Francesco Rosi, con Luca De Filippo. Lina Sastri è stata insignita dell'onorificenza di Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Per i Soci della 75ª Stagione sono previste riduzioni sul costo dei biglietti, da confermare entro il 4/4 prossimo.

Prenotazioni presso  gli uffici della Camerata Musicale Barese in Via Sparano 141 oltre che sul sito internet www.cameratamusicalebarese.it e presso i Botteghini del: Box Office c/o La Feltrinelli e Teatro Petruzzelli.

venerdì 24 marzo 2017

Parte il ciclo della "Grande Russia", programmato al Teatro van Westerhout sabato 25 marzo: primo spettacolo sarà "il naso" di Gogol interpretato da Paolo Panaro.


Con «Il naso» di Nikolaj Gogol’, in programma sabato 25 (ore 21) e domenica 26 marzo (ore 19) al Teatro van Westerhout di Mola di Bari nell’ambito dell’attività della compagnia Diaghilev, parte il ciclo di quattro racconti dedicati alla «Grande Russia». A Paolo Panaro (nella foto), interprete e regista, la memoria e la nostalgia di interni ed esterni del Paese degli Zar in quattro produzioni della Diaghilev.
Oltre a «Il naso» di Gogol’, la mini-rassegna include «Il sosia» di Dostoevskij (giovedì 30 e venerdì 31 marzo, ore 21), «Oblomov» di Gončarov (sabato 1 aprile, ore 21; domenica 2 aprile, ore 19) e «La morte di Ivan Il’ic» di Tolstoj (giovedì 6 aprile, venerdì 7 aprile, sabato 8 aprile ore 21; domenica 9 aprile, ore 19).
Inoltre, coordinato dallo stesso Panaro, lunedì 27 marzo parte nella Casa delle Culture (per protrarsi sino al 16 giugno) un laboratorio teatrale in cinque moduli su «Recitazione e creazione dei personaggi: l’essenza del teatro» (docente Paolo Panaro), «Sintassi fisica dell’espressività: il corpo dell’attore» (docente Vito Lopriore), «Dizione e uso della voce: il suono» (docente Elisabetta Aloia), «Recitare con il corpo: il mimo» (docente Renato Curci) e «Rilassamento, respirazione consapevole e posizione eretta: metodo Feldenkrais (docente Giuseppe Strada).
Per informazioni, prenotazioni e iscrizioni: Compagnia Diaghilev, 333.1260425.

Il 26 marzo al Teatro Vittoria con "il bambino invisibile" termina Raccontami una nota, la rassegna di teatro musicale ideata dall'Unione Musicale di Torino.


Domenica 26 marzo 2017 (Teatro Vittoria di Torino - ore 16) con Il bambino invisibile termina Raccontami una nota, la rassegna di teatro musicale per famiglie ideata dall’Unione Musicale per far conoscere ai più piccoli l’universo dei suoni. La rassegna ha riscosso nella stagione 2016/2017 un grande successo di pubblico, registrando quasi sempre il tutto esaurito. Commissionato dall’Unione Musicale ed eseguito in prima assoluta, Il bambino invisibile (nella foto) è uno spettacolo musicale liberamente tratto da Le avventure di Tonino l’invisibile – uno dei più celebri racconti di Gianni Rodari – e racconta le avventure di un bambino di dieci anni che scopre a sue spese che essere invisibile non è poi questa gran cosa. In un mondo fatto di scuola, maestro, compagni e amici, tra scherzi, dispetti e misteri, Carlino capirà che essere invisibile vuole dire essere solo. Imparerà ad assumersi le proprie responsabilità di figlio e di alunno e a comprendere i valori dell’amicizia, della solidarietà e della condivisione. 
Enrico Dusio – noto al pubblico dei più piccoli per aver partecipato alla Melevisione nel ruolo dello Gnomo Eco e del Principe Giglio – ha curato l’adattamento del testo e sarà lo scatenato attore che darà voce al bambino invisibile. I personaggi “visibili” saranno invece realizzati da poetiche marionette create appositamente da Alessandra Odarda.
Accompagnano e scandiscono l’azione teatrale le musiche scritte appositamente da Carmelo Lacertosaeseguite da vivo al pianoforte dal duo composto da Sara Musso e Maria Grazia Perello. Anche nel caso del Bambino invisibile – come avviene per tutti gli spettacoli della rassegna Raccontami una nota – la musica non è un semplice accompagnamento o sottofondo, ma la vera e propria protagonista delle vicende e dà vita a personaggi e situazioni.

Da Taranto arriva a Matera il "Mysterium Festival". L'Orchestra della Magna Grecia diretta da Joh Rutter organizza per il 25 marzo nella Cattedrale di Matera un concerto di sue musiche.


Da Taranto arriva a Matera il Mysterium Festival, manifestazione nata quattro anni addietro per creare, con un ricco cartellone di concerti ed eventi culturali, una cornice consona e opportuna ai Riti della Settimana Santa del capoluogo jonico.
Quest’anno, per la prima volta in assoluto, con alcune “date” il Mysterium Festival toccherà anche la Città dei Sassi, una iniziativa che rientra in un più ampio progetto dell’Istituzione Orchestrale Concertistica “Magna Grecia” che sin dal 2000 ha creato un ideale “ponte culturale” tra Taranto e Matera.
Nella Città dei Sassi il Mysterium Festival è organizzato da Istituzione Concertistico Orchestrale “Magna Grecia”, Basilicata Circuito Musicale, Matera in Musica e Coro della Polifonica Materana “Pierluigi da Palestrina”, e si avvale del patrocinio del MIBACT, del Comune di Matera e della Regione Basilicata.
Il primo appuntamento rappresenta un grande evento in esclusiva nazionale: il famoso compositore e musicista inglese John Rutter sarà a Matera per dirigere un concerto con alcune delle sue più importanti composizioni sacre.
Il programma del concerto, infatti, prevede l’esecuzione dei brani “Gloria”, “Meditations”, “Look at the world” e, in prima esecuzione assoluta italiana, la recentissima “Visions” per orchestra, violino solista e coro giovanile che il compositore ha inciso l’anno scorso.
Dal podio John Rutter dirigerà l’Orchestra ICO “Magna Grecia”, il violinista Claudio Andriani e il Coro giovanile “L.A. Chorus” in collaborazione con il Coro Giovanile Pugliese; Maestro del coro è Luigi Leo.
Nato a Londra nel 1945, John Rutter è considerato uno dei principali compositori e musicisti di musica sacra viventi; la sua produzione, influenzata dalla tradizione corale contemporanea europea e statunitense, ma anche dalla musica leggera americana, è prevalentemente rivolta alla musica corale di genere mottettistico a cappella, ma comprende anche partiture più estese e strutturalmente più complesse.
John Rutter è ormai famoso a livello globale, soprattutto negli Stati Uniti, dove il programma “Today Show” della NBC lo ha definito "il più grande compositore e direttore di musica corale vivente", ma anche in Gran Bretagna, tanto che nel 2002 una sua versione del “Salmo 150” è stata commissionata per il Giubileo d'oro della Regina Elisabetta ed eseguita per la Santa Messa del Giorno del Ringraziamento nella Cattedrale di St Paul a Londra.
Eppure, sebbene la sua attività di musicista sia prevalentemente orientata alla musica sacra, in una intervista al programma televisivo statunitense “60 Minutes” John Rutter ha spiegato di non essere una persona particolarmente praticante, ma di ricevere particolare ispirazione dalla spiritualità dei versi sacri e delle preghiere.Il concerto “John Rutter” del Mysterium Festival si terrà, con ingresso libero e gratuito, DOMANI, sabato 25 marzo, con inizio alle ore 20.00 nella Cattedrale della Madonna della Bruna e di Sant’Eustachio. Info Orchestra ICO Magna Grecia, in via De Viti De Marco n. 13 (tel. 0835.1973420 – info.ensemblegabrieli@gmail.com) a Matera. 
Anche nel Mysterium Festival è confermata a Matera la partnership culturale e sociale di Ubi Banca Carime, che rinsalda il suo sostegno convinto per corroborare sul territorio la funzione di una economia integrata al fine di garantire responsabilmente un’alta qualità della vita; a Matera main sponsor del Mysterium Festival sono Grieco Collezioni Uomo Donna Matera, BAWER, EcoWash, Italcementi Group e Concessionaria Peugeot Lions Service a Matera.

Mercoledì 29 marzo l'Orchestra Sinfonica della Città Metropolitana di Bari diretta da Giovanni Rinaldi e la partecipazione del celebre trombonista Joseph Alessi esegue musiche di Grieg, Grondahl, Barber e Tovey al Teatro Showville.


Mercoledì 29 marzo 2017alle ore 21.00, nel teatro Showville di Bari (Via Giannini, 9), l’Orchestra Sinfonica della Città Metropolitana di Bari si esibirà in un concerto diretto dal maestro, Giovanni Rinaldi, e con la straordinaria partecipazione di Joseph Alessi (nella foto), uno dei trombonisti di maggior successo al mondo.
Joseph Alessi ha suonato come solista al trombone assieme alle orchestre più prestigiose del mondo. Nel 1985 è stato nominato Principal Trombone della New York Philharmonic. Nel 2002, Alessi è stato premiato con l’International Trombone Association Award, quale riconoscimento per il suo personale contributo e per le sue prestazioni strumentistiche.
In occasione della sua esibizione con l’Orchestra Sinfonica Metropolitana saranno eseguiti i seguenti brani: Edvard Grieg Peer Gynt suite No.1 op.46Launy Grondahl Concerto per trombone e orchestra (prima esecuzione italiana)Samuel Barber Adagio per archi  e Bramwell Tovey The Lincoln Tunnel Cabaret (prima esecuzione europea). 
Info: biglietto intero 10 euro,  ridotto 5 euro (compresi studenti under 18, universitari, studenti del Conservatorio, over 65, dipendenti della Città metropolitana, dipendenti pubblici iscritti a circoli ricreativi pubblici e privati). È attiva anche la vendita on line suwww.showville.net.

Il prossimo 25 marzo va in scena il concerto dell'OSN della Rai diretta da John Axelrod per "Classica per tutti", che chiude il ciclo.


Si chiude il ciclo di iniziative dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai dal titolo “Classica per tutti”, dedicato a famiglie, giovani e giovanissimi. Il quarto e ultimo degli appuntamenti del sabato pomeriggio è in programma il 25 marzo alle ore 16 all'Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino. Protagonista il direttore d’orchestra texano John Axelrod (nella foto), Direttore artistico e musicale della Real Orchestra Sinfonica di Siviglia e Direttore ospite principale dell’Orchestra Verdi di Milano, allievo di Leonard Bernstein e apprezzato in tutto il mondo per il suo carisma e per la sua straordinaria versatilità.
Con l’Orchestra Rai propone la celebre Symphonie fantastique op. 14 di Hector Berlioz, scritta nel 1830 e descritta dal compositore come “un’immensa composizione strumentale d’un genere nuovo, con cui cercherò d’impressionare fortemente gli ascoltatori”. L’opera inaugura il genere delle composizioni sinfoniche con un programma extramusicale, in questo caso rappresentato da una vicenda autobiografica attinente alla sfera emotiva: l’amore tormentato dell’artista per l’attrice che pochi anni dopo diventerà sua moglie.
A “raccontare” il concerto è chiamato Giacomo Tesini, violinista che viene dall'esperienza diSpira Mirabilis, l'orchestra di giovani musicisti abituati ad approfondire lo studio delle partiture e a divulgarne i contenuti a un vasto pubblico. Un viaggio nella musica Berlioz fatto di immagini e voci: oltre a proporre esempi musicali, Tesini si confronterà con Axelrod e con i professori dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, alla scoperta dei segreti e delle curiosità nascosti nelle partiture.
“Oltre alla consueta stagione sinfonica – dice la Sovrintendente Paola Carruba – l'offerta dell'Orchestra Rai si arricchisce quest'anno di numerose iniziative educational. Cerchiamo un modello di divulgazione diverso, sperimentando nuove vie per raccontare la musica, dando spazio alle idee e al dinamismo di giovani musicisti, come Giacomo Tesini, oltre che ad artisti di grande fama. Tutti gli appuntamenti prevedono l'interazione dei musicisti con il pubblico in sala, per dare la possibilità a chi ascolta la musica di interrogarla attraversi i suoi interpreti”.
I biglietti sono proposti al prezzo di 10 euro per gli adulti e 5 euro per i bambini con meno di quindici anni. Informazioni: 011.8104653 – biglietteria.osn@rai.it – www.osn.rai.it.

Al Petruzzelli è andata in scena la favola musicale di Aladino con le musiche di Scardicchio ed i testi di Marinella Anaclerio, raccogliendo un buon successo tra grandi e piccini.


Fra le tante fascinose fiabe tratte da Le mille e una notte, quella di Aladino e della lampada magica è senz'altro tra le più efficaci e colorite. A questo racconto si sono ispirati Marinella Anaclerio (che ha curato anche i testi e la regia, con l'assistenza di Irene Gianeselli) ed il compositore Nicola Scardicchio, che ha scritto le musiche; un lavoro mirato indubbiamente a colpire la fantasia dei  giovanissimi di oggi. E tanti erano quelli che ieri mattina si sono assiepati in platea a riempire la mattinata di grida entusiastiche e divertimento.
In buona sostanza una creazione positiva che arricchisce lo scarno repertorio di spettacoli destinati ad un pubblico molto particolare, quale è quello dei bambini. La dimensione teatrale dei tanti personaggi che fanno da corona ad Aladino è ben tracciata con mano abile e con una caratterizzazione puntuale  e limpida : in particolare pensiamo alla madre di Aladino, ed al Gran Visir, truce e bieco personaggio d'altri tempi.
Non era certamente facile concentrare in poco più di un ora una favola così ricca di spunti, ma i due autori ce l'hanno fatta evidentemente capaci di questo anche con un valido potenziale di sintesi narrativa, A completare il deciso fascino della creazione hanno contribuito le varie scenografie di Francesco Arrivo ed il disegno luci di Giuseppe Ruggiero.
A primo spettacolo, il pubblico dei giovanissimi ha espresso il suo consenso anche agli artisti che si sono esibiti in scena: da Andrea Inglese, giovane debuttante nel ruolo di Aladino, affiancato da Patrizia Labianca, che ha disegnato con particolare ricchezza di spunti il personaggio della madre. Naturalmente più che positiva la prova del Coro del Teatro Petruzzelli, curata da Fabrizio Cassi e l'Orchestra diratta da Alvise Casellati, che ha ottenuto i migliori risultati possibili dalle musiche di Scardicchio, giocate sul terreno del musical, tra ricordi rotiani ed atmosfere adeguate al tema con orientaleggianti forme di elementare chiarezza, come aveva già fatto con il precedente Giovane Artù. Bene anche gli altri interpreti: da Alberto Comes (il mago ed il sultano) a Tony Marzolla (ottimo nel ruolo del gran visir e in quello del genio della lampada); ad ancora Antonella Carone (la Principessa), Carlo Callea, Maria Giaquinto, Loris Leoi, Marco Altini, Dino Parrotta e Francesco Casareale.
Insomma, un gradevole spettacolo che ha premiato l'idea del Sovrintendente Massimo Biscardi di aprire ad un pubblico di ragazzi lo spettacolo "lirico", riservato per anni a sonnacchiosi adulti, provando l'ebbrezza di novità musicalmente originali e preziose. In programma ben 28 repliche (due al giorno, data la brevità dello spettacolo, che termina in poco più di un'ora). Una bella fiaba che consigliamo di  vedere e di apprezzare anche ad un pubblico ben più adulto.

mercoledì 22 marzo 2017

Il 27 marzo in occasione della Giornata Mondiale del Teatro ci sarà un seminario rivolto agli studenti delle scuole superiori e che si terrà negli spazi del Consiglio Regionale di Puglia.


Organizzato dal Teatro Pubblico Pugliese per il Comune di Bari-Assessorato alle Culture, Verso Genet, il percorso di avvicinamento allo spettacolo Santo Genet della Compagnia della Fortezza, regia di Armando Punzo, previsto a Bari, Teatro Petruzzelli il 25 e 26 marzo prossimi, trova in questa settimana altri momenti di riflessione e incontri che culmineranno lunedì 27, in occasione della Giornata Mondiale del Teatro, nel seminario La cultura che trasforma luoghi e persone, negli spazi dell’Aula del Consiglio Regionale della Puglia, dalle 10.30. Un’occasione che mette insieme diversi partner e forze sul territorio, Comune di Bari, Teatro Pubblico Pugliese, Consiglio Regionale della Puglia, Teca del Mediterraneo,  Comitato Giovani del’Unesco, in collaborazione con Carte Blanche, Università degli Studi di Bari Aldo Moro Dipartimento Lelia, Pugliapromozione, Apulia Film Commission, Libreria Laterza. 
Un seminario rivolto agli studenti delle scuole superiori e Università al quale interverranno Mario Cosimo Loizzo, Presidente Consiglio Regionale della Puglia, Silvio Maselli (nella foto), Assessore alle Culture del Comune di Bari, Daniela Daloiso,  Dirigente sez. Biblioteca e Comunicazione Istituzionale - Consiglio Regionale della Puglia; Piero Rossi, Garante dei Diritti dei detenuti, Giulia Delli santi, responsabile Attività teatrali Teatro Pubblico Pugliese, Armando Punzo, regista Compagnia della Fortezza; Placido Calogero e Giuseppe Venuto attori della Compagnia della Fortezza; Simona Ferrante e Raffaele Attardi, Comitato Giovani UNESCO Puglia; Ines Ravasini, docente Università degli Studi di Bari, Alessandra Gaeta, performer d’arte. 
Per l’occasione, il Comitato Giovani della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese, la Regione Puglia e il Consiglio Regionale, ha chiesto a tutti i teatri pugliesi, associazioni e compagnie, con spettacoli in programmazione dal 25 marzo al 31 marzo, di aderire alla celebrazione (entro domani 23 marzo) con iniziative che potranno diventare comuni nelle modalità che si stabiliranno. Un modo per fare sinergia intorno al tema del teatro e della cultura . (info +39 334 3324232 ; puglia@unescogiovani.it)
La  presenza della Compagnia della Fortezza, fondata ventinove anni fa nel carcere di Volterra da Armando Punzo e diventata una delle più importanti e premiate compagnie di teatro, ci dice che le utopie sono realizzabili e testimonia la concretezza della trasformabilità anche di quello che sembra destinato a non cambiare mai, dimostra che la cultura può davvero cambiare luoghi e persone. Il principio di speranza di cui si nutrono le opere di Armando Punzo rappresenta, allora, uno dei doni più preziosi che si possano passare durante un seminario aperto a giovani studenti. 
Il Comitato Giovani della Commissione Nazionale italiana per l’UNESCO, intende promuovere quest’arte antica ma sempre attuale, nella Giornata Mondiale del teatro, affinché le nuove generazioni riconoscano con consapevolezza il valore sociale e culturale del teatro, educando a vivere la passione come conoscenza profonda della condizione umana e dei suoi aspetti più remoti, essenziali, divertenti o tragici. 
Nelle venti regioni italiane, all’interno del progetto UNESCOEdu, si realizzeranno laboratori, performance, seminari sul ruolo e la funzionalità sociale del teatro, sia come forma artistica che di conoscenza del teatro popolare, legato ad ogni tessuto regionale. Particolare importanza verrà data alla sperimentazione della recitazione con i ragazzi delle scuole superiori  e alla possibilità che la cultura offre, di ripensare i luoghi e arricchire gli individui.
Dal 20 al 25 la Libreria Laterza ospita Nei salotti di Irma, Installazione video di Stefano Vaja, fotografo ufficiale della Compagnia della Fortezza. Mostra che raccoglie in video con le musiche di Andrea Salvadori gli scatti più belli di Santo Genet, dal primo studio nel Carcere di Volterra ai successi nei grandi teatri all'italiana.
Venerdì 24 marzo, alle 18.30 sempre nella Libreria Laterza: il Teatro dei libri di Armando Punzo. Negli ultimi anni l'attività editoriale e i contributi scritti di Armando Punzo si sono notevolmente intensificati, segno di una esigenza teorica e autobiografica sempre più viva. Muovendo dall'ultima monografia “È ai vinti che va il suo amore (Clichy 2013)“, attraverso una selezione di pubblicazioni e interventi scritti, a cura di Rossella Menna, la Libreria Laterza ospita un incontro con il regista per una riflessione a cavallo tra letteratura e teatro. Partecipano  Armando Punzo, Maria Laterza, Rossella Menna, Maria Grazia Porcelli.