martedì 30 agosto 2016

Il MITO parte nel segno di Gianandrea Noseda.


Torino - Milano, 30 agosto 2016 – La decima edizione del festival MITO SettembreMusica si apre venerdì 2 a Torino (Teatro Regio, ore 21) e sabato 3 settembre a Milano (Teatro alla Scala, ore 21) con l'atteso concerto della London Symphony Orchestra – considerata fra le più importanti compagini del panorama musicale mondiale - diretta da Gianandrea Noseda, che da sei mesi ne è il Direttore ospite principale.
Il programma del concerto, intitolato Debussy recasted (identico per entrambe le serate) è stato appositamente creato per MITO assecondando il tema del Festival “Padri e Figli”, scelto dal nuovo Direttore artistico Nicola Campogrande e che si esprime nell'incontro e nell’accostamento dei brani scelti. Da questa premessa deriva la scansione del programma musicale delle due serate inaugurali, con l’inserimento – fra La mer di Debussy (1862-1918) e la Sinfonia n. 2 in mi minore op. 27 di Rachmaninov (1873-1943) – di cinque Préludes di Debussy proposti in prima italiana nella trascrizione di Nikos Christodoulou, compositore e direttore d’orchestra greco nato nel 1959, fondatore della Nuova Orchestra Sinfonica di Atene e della Filarmonica Giovanile Europea. Christodoulou nel 2012, a cento anni dalla loro prima esecuzione, ha trascritto per orchestra le celebri pagine pianistiche del grande compositore francese. Questi i cinque Préludes dal Secondo libro che verranno eseguiti dalla London Symphony Orchestra: n. 3 “La Puerta del Vino”; n. 6 “General Lavine – excentric”; n. 7 “La Terrasse des Audiences du Claire de Lune”; n. 9 “Hommage à S. Pickwick Esq. P.P.M.P.C.”; n. 12 “Feux d’artifice”. 
La mer di Debussy e la Sinfonia n. 2 di Rachmaninov (brani quasi coevi), partiture assai differenti ma entrambe di grande densità, rappresentano due diverse prospettive del Novecento storico: una rivolta all’esplorazione di sconosciute possibilità timbriche orchestrali, l’altra rivolta alla saturazione dell’eredità tardo romantica. Nikos Christodoulou, profondo conoscitore dell’orchestrazione, trascrive il pianismo deiPréludes di Debussy con una pienezza sinfonica che valorizza le differenze tra i due “padri” attraverso il suo intervento interpretativo di “figlio”, rappresentante del nostro tempo. Tutti e tre i compositori, fra l’altro, sono stati attenti e inventivi trascrittori della musica propria e della altrui, elemento che, a posteriori, motiva ulteriormente l’operazione di Christodoulou, intenta a enfatizzare ed esplicitare le finezze armoniche e contrappuntistiche di Debussy.
Altra novità di questa decima edizione di MITO SettembreMusica 2016 è l’introduzione all’ascolto che precederà tutti i concerti con l’obiettivo di offrire un’esperienza musicale inedita, curiosa, capace di coinvolgere il pubblico offrendogli il piacere di una comprensione più profonda. Saranno quindi Stefano Catucci a Torino e Gaia Varon a Milano a presentare i concerti diretti da Noseda, alternandosi per gli appuntamenti successivi con Antonio Valentino a Torino e Mattia Palma a Milano. Per queste due prime serate il pubblico avrà a disposizione anche una vera e propria guida all’ascolto, appositamente realizzata per il Festival da Fabrizio Festa e, solo per La mer di Debussy, da Nicola Campogrande, visualizzabile sui display generalmente usati per i libretti delle opere.
I concerti di MITO SettembreMusica (in totale 160) proseguiranno sino al 22 settembre, riconfermando il desiderio delle due Amministrazioni di offrire a cittadini e turisti un’esperienza musicale di altissima qualità. Il programma del Festival percorre un arco temporale di oltre ottocento anni di musica, in molte occasioni oltrepassando le barriere di genere. Composizioni nuove fanno capolino tra il repertorio barocco; improvvisazioni s’inseriscono tra Schubert e Schumann; Richard Strauss fa spazio alle colonne sonore di Hollywood e al repertorio contemporaneo che ne è erede.
Le città di Torino e Milano hanno congiuntamente deciso di dedicare quest'edizione di MITO a Giorgio Balmas, ideatore di SettembreMusica, nel decimo anniversario della sua scomparsa.
Il Festival MITO SettembreMusica è un’iniziativa delle Città di Milano e Torino, realizzata dalla Fondazione I Pomeriggi Musicali e dalla Fondazione per la Cultura Torino; partner Intesa San Paolo, sponsor Compagnia di San Paolo, Pirelli e Fondazione Fiera di Milano.
Informazioni e biglietteria
I biglietti si possono acquistare online sul sito www.mitosettembremusica.it, o direttamente presso le due biglietterie del Festival, rispettivamente in via San Francesco da Paola 6 a Torino e presso il Teatro Dal Verme in via San Giovanni sul Muro 2 a Milano.
La biglietteria torinese è aperta tutti i giorni dalle 10.30 alle 18.30. Informazioni: +39.011.01124777 – smtickets@comune.torino.it
La biglietteria milanese è aperta da martedì a sabato con orario 11-19. Informazioni: +39.02.87905201 – biglietteriamito@ipomeriggi.it
I prezzi dei biglietti per i concerti inaugurali della London Symphony orchestra diretta da Gianandrea Noseda, hanno un costo di euro 25 ed euro 30 (per i nati dal 2002, biglietti per tutti i concerti euro 5)
Se ancora disponibili, i biglietti saranno posti in vendita 45 minuti prima dell’inizio dei concerti presso le biglietterie delle relative sedi.In allegato una foto di Gianandrea Noseda con la London Symphony Orchestra.
Al seguente link è possibile scaricare la foto ad alta risoluzione:
https://www.dropbox.com/s/va25acl98b9mpbz/Gianandrea%20Noseda%20and%20the%20LSO%20in%20Aix%20(July_2013).jpg?dl=0
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Qui trovate il programma completo del Festival: https://www.dropbox.com/s/4u43cacvzo5h7g9/Folder%20MITO%20DEF.pdf?dl=0.

La quattordicesima edizione del "Giovanni Paisiello Festival" in programma dal 2 settembre al 20 ottobre a Taranto per celebrare il bicentenario di Paisiello



La quattordicesima edizione del «Giovanni Paisiello Festival», in programma dal 2 settembre al 20 ottobre a Taranto per celebrare il bicentenario del grande compositore, verrà illustrata alla stampa martedì 30 agosto, alle ore 11, nel Salone degli Specchi di Palazzo di Città. Interverranno il Sindaco di Taranto, Ippazio Stefàno, l’assessore alla Cultura, Gina Lupo, il direttore artistico del festival, Lorenzo Mattei, Nicola Locritani dell’Istituto Superiore di Studi Musicali «Giovanni Paisiello» e il presidente degli Amici della Musica, Paolo Ruta.
Info 099.730.39.72 www.giovannipasiellofestival.it.

giovedì 18 agosto 2016

Gli appuntamenti firmati da Fredy Franzutti per il Balletto del Sud a Lecce.


Secondo weekend con gli appuntamenti firmati da Fredy Franzutti (nella foto) per il Balletto del Sud ed inseriti nel calendario degli eventi estivi del Comune di Lecce, “Lecc’è 2016 Festival”.
Sabato 20 agosto, l’Anfiteatro Romano ospiterà  “Carmina Burana”, che festeggia quest’anno i dieci anni dal debutto. Per creare la sua versione, Franzutti si ispira ai testi poetici originali medievali e realizza una rappresentazione che ha per soggetto il traumatico passaggio dalla post-adolescenza alla maturità, dando la possibilità alla compagnia di mettere in evidenza la qualità dei suoi solisti e la creatività del coreografo, come ha evidenziato, a più riprese, la critica nazionale.
Nel 1200, un gruppo di Clerici Vagantes prende coscienza che il mondo non funziona secondo le regole morali che gli sono state impartite, e, per reazione, si tuffa, goliardicamente e sconsideratamente, a sperimentare la cinica libertà e la disincantata vita godereccia. In tutto questo, il mito del gotico tenebroso, evocativo del male, nella sua forma più superstiziosa, citato dalla popolare musica composta da Carl Orff nel 1937, ci riporta alla mente società moralmente corrotte, che con spregiudicatezza resistono alla paura della punizione divina. Infatti, i canti di Orff rovesciano in modo ironico e divertito i temi e gli atteggiamenti della letteratura medievale dominante: il vino, la donna, il gioco, i piaceri della vita, spregiudicatamente esaltati da una poesia che nasce in ambiente colto e usa a fini parodici i moduli del linguaggio ecclesiastico. “Uno spettacolo – scrive Michele Nocera su Tuttodanza – dove la poesia diventa danza e la passione diviene forza comunicativa. Sicuramente una delle più belle e convincenti trasposizioni coreografiche del capolavoro di Orff”.
Domenica 21 agosto, invece, si cambia e, sempre all’Anfiteatro Romano, si porta in scena“Carmen”, balletto in due atti di Franzutti, ha avuto circa 90 repliche nei più prestigiosi teatri e festival internazionali, fra cui Taormina e Tirana ed ha inaugurato il teatro di Pompei. Si tratta di uno dei titoli di punta del repertorio del Balletto del Sud. Della celeberrima eroina creata dalla fantasia di Prosper Mérimée, Franzutti esalta il carattere della bellezza medusea, che seduce il pubblico di sempre anche grazie alla popolarissima musica di Georges Bizet.
“Carmen” è ambientata in una Spagna in cui predomina la componente esotica di una terra che fu crocevia di popoli e culture. Alle musiche di Bizet si affiancano opere di altri autori (Albéniz, Chabrier e Massenet) che guardano nella stessa maniera il paese e il popolo spagnolo dalla raffinatissima Parigi. Il modo in cui i personaggi vivono elementi come il fato, il destino avverso, la superstizione, la passione, il tradimento, la gelosia fino all'omicidio d'onore  è tutt'ora invariato in produzioni teatrali o cinematografiche contemporanee a cui la coreografia fa riferimento.
 Gli ultimi due dei sei appuntamenti leccesi con il Balletto del Sud, infine, sono previsti al Teatro Romano. Sabato 27 agosto (posto unico 15 euro), la compagnia porterà in scena “Le quattro stagioni”, performance di teatro, musica e danza in un atto, con coreografie di Fredy Franzutti, musiche di Antonio Vivaldi e John Cage, poesie del Premio Pulitzer Wystan Hugh Auden e scene di Isabella Ducrot. Franzutti usa le stagioni intese come mutamento climatico durante l’anno solare per riflettere sulle fasi della vita dell’uomo. Si chiude domenica 28 agosto, sempre al Teatro Romano, (posto unico 15 euro), con il “Gran Galà del Balletto del Sud”, che propone al pubblico alcuni capolavori del repertorio classico con un programma avvincente,  in cui  virtuosismo, tecnica e stile la fanno da padrone.
Tutti gli spettacoli avranno inizio alle ore 21. La prevendita dei biglietti è disponibile al Castello Carlo V, tel. 0832.246517, e alla sede del Balletto del Sud, in via Biasco, tel. 0832.453556.

mercoledì 17 agosto 2016

Il 18 agosto un'opera senza canto del compositore Giovanni Tamborrino al Festival della Terra della Gravine.


Al Festival della Terra delle Gravine, diretto da Giovanni Tamborrino (nella foto) per il Comune di Laterza con la collaborazione dei Teatri di Bari, l’«opera senza canto» entra in fabbrica. Il compositore tarantino, premio Abbiati nel 2012, torna, infatti, a proporre il suo teatro musicale in uno spazio inusuale, facendosene lui stesso interprete. Accade con «Immond/izia», lavoro ispirato al racconto allegorico «Le città invisibili» di Italo Calvino, produzione del Festival della Terra della Gravine che debutta giovedì 18 agosto (ore 21.30, ingesso libero) in un’azienda di riciclaggio e lavorazione di metalli, la SaTraMet di Laterza, in via Pineta 3, tra cumuli di rottami.
Una scelta sempre in linea con lo spirito originario del Festival, ideato vent’anni fa per rendere già allora grotte, gravine, antri, sassi e chiese rupestri i nuovi attori di un’arte contemporanea che non si rappresenta più frontalmente, ma in spazi alternativi ai palcoscenici tradizionali: spazi «vuoti» all’interno dei quali Tamborrino si propone ancora di riscoprire una dimensione umana sempre più demolita dalla contemporaneità.
Tuttavia il territorio di Laterza non è fatto solo di grotte e crepacci, ma anche di spazi del quotidiano. E quando interviene la sospensione del rapporto col mito delle Gravine, questa si traduce nella ricerca di un intervento di tipo “sociale” in luoghi corrispondenti. Proprio come quello scelto per mettere in scena «Immond/izia» su musiche di J.S. Bach e Vito Tannoia, opera senza canto per voce, fisarmonica, archi e percussioni con l’Orchestra Sinfonica Pugliese diretta da Giuseppe Salatino, lo stesso Tannoia solista e Giovanni Tamborrino (autore della drammaturgia) voce recitante con improvvisazioni percussive realizzate utilizzando materiali di scarto raccolti in modo estemporaneo dagli ammassi di metallo. Previsti anche interventi danzati di Alessia Carucci, Graziana Pinto, Nica Mezzapesa, Anna Mastrangelo.
La storia di «Immond/iza» si svolge a Leonia, città che rinnova se stessa tutti i giorni: ogni mattina la popolazione si risveglia tra lenzuola fresche, si lava con saponette appena sgusciate dall’involucro, indossa vestaglie nuove fiammanti, estrae dal più perfezionato frigorifero barattoli di latta ancora intonsi, ascoltando le ultime filastrocche dall’ultimo modello d’apparecchio televisivo. Intanto, sui marciapiedi, avviluppati in tersi sacchi di plastica, i resti della Leonia d’ieri aspettano il carro dello spazzaturaio. Da raccogliere non ci sono solo tubi di dentifricio schiacciati, lampadine fulminate, giornali, contenitori, materiali d’imballaggio, ma anche scaldabagni, enciclopedie, pianoforti e servizi di porcellana. Leonia è la città dell’opulenza, ma che si misura non tanto dalle cose che ogni giorno vengono fabbricate vendute comprate, ma da quelle che vengono buttate via per far posto alle nuove. La programmazione proseguirà sabato 20 agosto, nella Fontana Antica di Laterza (ore 21.30), con la seconda produzione del Festival, un’altra opera senza canto, intitolata «Madre Terra», stavolta su musiche dello stesso Tamborrino.
Info 099.8297911 - www.comune.laterza.ta.it

Domani le "Quattro Stagioni" di Vivaldi a Mola di Bari.


«Le Quattro Stagioni» in programma giovedì 18 agosto (ore 21.15)  nel chiostro di Santa Chiara di Mola di Bari, per la rassegna internazionale di musiche AgìmusFestival diretta da Piero Rotolo, segmento estivo della programmazione annuale (Stagioni) organizzata dall’Associazione Giovanni Padovano Iniziative Musicali  A.G.Ì.MUS.) di Mola di Bari nell’ambito della rete Orfeo Futuro.
L’Ensemble da Camera Umberto Giordano diretto al cembalo da Gianna Fratta (nella foto), con Dino De Palma violino solista, propone il capolavoro del Prete Rosso con la proiezione sincronizzata di fotografie d’autore che ritraggono i luoghi più suggestivi della nostra regione durante le quattro stagioni. Suoni e immagini s’incontrano, dunque, nel segno di uno degli esempi più mirabili di musica descrittiva, che proprio per questa sua capacità evocativa continua ad affascinare un pubblico molto vasto.
L’esecuzione è affidata alla formazione dauna fondata nel 2002, composta da musicisti dalla carriera internazionale e con un’attività concertistica segnata da un’esibizione nella leggendaria Carnegie Hall di New York.
«Le Quattro Stagioni» di Antonio Vivaldi sono tra le composizioni più conosciute ed amate del repertorio per archi, parte della raccolta «Il Cimento dell’armonia e dell’invenzione» pubblicata per la prima volta dall’editore Michel-Charles Le Cène ad Amsterdam nel 1725 e dedicata dal compositore al conte Wenzel von Morzin, consigliere dell’Imperatore austriaco Carlo VI.
All’epoca, l’idea di realizzare opere cicliche era molto in voga tra pittori, poeti, scultori e filosofi. Il «Clavicembalo ben temperato» di Bach, rappresentativo del ciclo delle tonalità, era apparso appena tre anni prima della pubblicazione dell’op. 8 di Vivaldi. E lo stesso soggetto delle stagioni aveva già fornito argomento ai musicisti per balletti e divertimenti scenici: si pensi al balletto «Les Saisons» (Le Stagioni), composto da Lully nel 1616, o all’operetta «Die Vier Jahreszeiten» (Le quattro stagioni), rappresentata a Dresda nell’agosto 1719 per il matrimonio dei reali. Con Vivaldi, però, il tema viene affrontato per la prima volta sinfonicamente, utilizzando come mezzi d’espressione nient’altro che gli strumenti dell’orchestra tradizionale. I particolari dei quadri che la musica intende dipingere vengono indicati da quattro sonetti esplicativi, di autore ignoto (forse Vivaldi stesso), stampati integralmente all’inizio di ogni concerto e poi frammentariamente ripetuti lungo lo snodarsi dello stesso concerto.
La dimensione programmatica che connota «Le Stagioni» non toglie che queste presentino, comunque, la tipica struttura del concerto articolato in tre tempi, veloce-lento-veloce; il tempo lento, di solito affidato al solista col solo supporto del basso continuo, è un’aria cantabile; i due tempi veloci che gli stanno intorno elaborano la ben nota forma “a ritornello”, con tre o quattro episodi solistici di brillante virtuosismo e quattro o cinque ritornelli del “tutti”. All’interno di quest’involucro stabile Vivaldi inietta tutta la sua intenzione descrittiva, evidenziando anche i dettagli più minuziosi attraverso passi solistici in cui l’invenzione onomatopeica ed improvvisativa è ai massimi livelli.

BIGLIETTI / TICKETS
10 euro | ridotti 8 euro (>65 anni) | ridotti 5 euro (<30anni 1="" euro="" p="" ragazzi="">
-Riduzione Family:
ingresso gratuito per un <18anni adulto="" intero="" p="" per="" ridotto="" un="">-Ingresso gratuito per un accompagnatore di disabile non autosufficiente
-AgìmusCard_sostenitore 2016:
ingresso gratuito a tutti i concerti

BOOKING:
Biglietteria online   www.associazionepadovano.it
Botteghino (giorno dello spettacolo) da 2 ore prima dell’ orario di inizio


venerdì 5 agosto 2016

L'orecchio di Dioniso ha compiuto 10 anni!!!



Domani parto per una settimana di vacanza. L'Orecchio di Dioniso, quest'anno ha compiuto 10 anni. Quasi nessuno se ne accorto...Faccio personalmente tanti, tanti auguri alla mia creatura, sperando che possa andare avanti più forte ed entusiasta di prima! Auguroni :)

giovedì 4 agosto 2016

Domani sera a Martina Franca concerto sinfonico nell'atrio del Palazzo Ducale diretto da Karina Canellakis e dedicato a Ciaikovskij e Dvorak.


Domani sera, ore 21:00, atrio del Palazzo ducale, grande appuntamento con la musica sinfonica del novecento e il tradizionale concerto di chiusura del Festival. L'Orchestra Internazionale guidata dalla giovane direttrice greca Karina Canellakis (nella foto)  eseguirà due capolavori della letteratura musicale: la fantasia sinfonica op.32 "Francesca da Rimini" di Pëtr Il’ič Čajkovskij e la "Sinfonia dal Nuovo mondo" di Antonín Dvořák. Čajkovskij lesse in italiano il Quinto Canto dell’Inferno e ne fu tanto colpito da pensare inizialmente di trarne un lavoro teatrale, prima di dedicarsi alla versione sinfonica. La composizione del 1876, descrive con straordinaria passionalità la furia della tempesta infernale, con una precisa traccia narrativa: ingresso dei due protagonisti nel girone dei lussuriosi, il vento che trasporta le ombre dei dannati nell’oscurità del vuoto, il triste racconto di Francesca reso dal clarinetto, scena d’amore, squilli di ottoni da apocalisse per il sopraggiungere del marito e ritorno nella bufera con i due amanti avvinghiati l’uno all’altro. Verrebbe da pensare ad un poema sinfonico, ma la scrittura utilizzata dal grande compositore russo è quella di una sinfonia. Di Dvořák sarà eseguita l’opera più importante del primo periodo americano del grande compositore ceco. Traduce in musica le emozioni, autobiografiche, e la nostalgia dell’autore che non aveva potuto portare con sé tutta la sua numerosa famiglia dalla Boemia all’America. La scrittura è caratterizzata da temi molto semplici e memorizzabili che guidano una forma ben sviluppata in cui i motivi salienti rifanno capolino nei diversi movimenti. Il primo e l’ultimo movimento dell’Op. 95 fanno pensare alle strade animate della metropoli o alle stazioni pullulanti di viaggiatori, che Dvořák frequentava assiduamente perché appassionato di modelli di locomotive a vapore. I due movimenti centrali si ispirano ad alcuni passi del poema Haiwatha di Longfellow: il largo, uno dei più toccanti movimenti sinfonici della letteratura musicale, tradurrebbe una cerimonia funeraria indiana e lo scherzo una scatenata festa degli stessi.

mercoledì 3 agosto 2016

Ultimo appuntamento con la rassegna Musicarte di Barletta.


Nuovo ed ultimo appuntamento per la Rassegna Musicarte, organizzata dall'Associazione Cultura e Musica "G. Curci" , nell'ambito del Barletta Art Festival, che proseguendo nel suo itinerario artistico - musicale, tocca un nuovo contenitore culturale della nostra città : il Parco dell'Umanità , con l'obiettivo di unire le periferie al resto della città.
Martedì , 9 agosto alle ore 20,00, presso il Parco dell'Umanità  in via Don Pino Puglisi , a Barletta, ultimo spettacolare appuntamento da non perdere,  con la Compagnia "Le vie dei Canti" : Carlo Monopoli ,tenore  e attore, Raffaella Montini , soprano e attrice , Claudia Lops, flauto, Saverio De Robertis, tastiera,  Piero Sterlaccio, clarinetto, Giuseppe Sparapano, clarinetto/sax e Giacomo Piepoli, clarinetto basso.
Lo Spettacolo ideato e diretto da Carlo Monopoli, artista eclettico, diplomato in scenografia, si è perfezionato, come attore , con grandi maestri, come Carlo Giuffrè, ha fondato la  Compagnia Teatrale “Res Comica”. Ha poi studiato  canto con Amelia Felle e Maria Laura Groppi. Il suo esordio come protagonista nell’operetta è curato dall’esperta regia di Cice Lombardo, figlio del re dell’operetta Italiana Carlo Lombardo debuttando ne Il Paese dei campanelli, Scugnizza, Cin Ci Là, La duchessa del Bal Tabarin, Al Cavallino Bianco, La vedova Allegra. La sua carriera prosegue poi nella Compagnia d’Operette Corrado Abbati impegnata nel proporre ai maggiori Teatri italiani i più importanti titoli di operette e musical; con la straordinaria partecipazione di Raffaella Montini ,  artista a tutto tondo, diplomata in canto sotto la guida di  Maria Laura Groppi, che, nonostante la sua giovane età,  ha al suo attivo una intensissima carriera : ha debuttato in importanti Opere Liriche e dal 2008 è stata protagonista nelle operette come La Vedova Allegra, Ballo al Savoy, Al Cavallino Bianco, Madama di Tebe, Il Paese dei Campanelli, Il Pipistrello; e musical come My fair lady, Hallo Dolly, Can Can e Bulli e Pupe allestite dalla Compagnia d’operette Corrado Abbati. Sicuramente due dei solisti più apprezzati della Compagnia di Corrado Abbati che abbiamo avuto la fortuna di ascoltare e vedere sul palco del Teatro Curci,  che, insieme l'Ensemble Legni Pregiati. offriranno al pubblico una serata indimenticabile.
 Lo spettacolo nasce sulla falsa riga degli spettacoli dei grandi varietà. Il filo conduttore è l'interazione tra pubblico e attori in un clima allegro e spensierato a volte allegorico e pienamente calato nella realtà attuale . I cantanti /attori durante le loro performances  affronteranno ed evidenzieranno , grazie anche alla perfetta colonna sonora dell'Ensemble "Legni Pregiati",  le peculiarità  e i pregi del rapporto di coppia, facendo eco al grande teatro musicale di Garinei e Giovannini e ad attori dell'avanspettacolo come Delia Scala, Walter Chiari, Sandra Mondaini, Renato Rascel, Bice Valori, Macario e tantissimi altri, attraverso testi poetici, sketch e musiche indimenticabili note al grande pubblico. Attraverso le scene e le musiche più famose, lo spettacolo toccherà in maniera precisa le corde degli spettatori, i testi, attraverso una spassosa parodia sui grandi amori narrati nella letteratura italiana,  li coinvolgeranno creando una bellissima tensione e trepidazione che troverà il suo climax nel gran finale.. Uno spettacolo ironico, divertente e... ricco di sorprese!!

Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
info Ass. Curci  0883 528026- 380 3454431

Si festeggia il venticinquesimo anniversario della morte di Freddie Mercury. Dedicato dal Festival Duni di Matera un grandioso concerto-evento.


“Queen’s Symphonies: The show must go on”: nell’anno in cui ricorre il venticinquesimo anniversario della morte di Freddie Mercury (nella foto), avvenuta il 24 novembre del 1991, il cartellone di Festival Duni 2016 dedica un grandioso concerto-evento ai Queen, una delle band più amate della storia del rock.
Sarà una serata magica nella quale saranno eseguiti i più famosi successi di questa famosissima rock band britannica, ma non sarà un semplice concerto, quanto un vero e proprio viaggio nel “mito Queen”.
Tra un brano e l’altro, infatti, ci saranno le performance degli attori Fabrizio Bartolucci e Giuseppe Esposto che, oltre a spiegare i testi delle canzoni, realizzeranno un’analisi introspettiva del “personaggio” Freddie Mercury, raccontando la sua vicenda umana “sopra le righe” e approfondendo il suo rapporto istrionico con il pubblico e quello non proprio idilliaco con la critica; i due attori reciteranno – Bartolucci sarà voce narrante ed Esposto interpreterà il front-man dei Queen – testi scritti con maestria, passione e competenza da Claudio Salvi, giornalista e critico musicale che ha “ideato” il concept di questo progetto artistico curandone la regia. Su un grande schermo, inoltre, saranno proiettate anche le immagini, selezionate da Luca Navacchia, degli avvenimenti salienti che hanno accompagnato la storia dei Queen.
 In questo concerto sul palco ci saranno l’Orchestra ICO “Magna Grecia”, il L. A. Chorus (Lucania & Apulia), un coro giovanile che sarà diretto in questa occasione da Graziano Leserri, e la band elettroacustica “Zero Crossing” di Pesaro.
Le canzoni dei Queen saranno affidate a una voce importante, quella del giovane tenore Matteo Macchioni che, dopo aver partecipato al Talent “Amici” ed essere stato protagonista di un progetto pop-lirico per Caterina Caselli Sugar, da anni alterna l’attività concertistica in opere liriche su importanti palcoscenici, come il Teatro Carlo Felice di Genova, a quella di conduttore in trasmissioni televisive di divulgazione musicale in onda su Sky; per cantare “Barcelona”, inoltre, con lui sul palco ci sarà il soprano Francesca Tassinari. Matteo Macchioni canterà successi evergreen come “One Vision”, “All want it all”, “Innuendo”, “We are the champions”, “Bohemian rhapsody”, “Somebody to love”, “Who wants to live forever?”, “We Will Rock You”, “Barcelona” e “The show must go on”.
A dirigere il concerto ci sarà la “bacchetta” di Roberto Molinelli, il raffinato musicista che ha curato gli inediti arrangiamenti per rock band, orchestra sinfonica e coro dei brani che saranno eseguiti nel concerto; si tratta in gran parte di canzoni la cui orchestrazione è già concettualmente “sinfonica”, è nota la passione di Freddie Mercury per la lirica, mentre la presenza di un coro rappresenterà una “novità” in quanto nei concerti i Queen erano soliti utilizzare basi registrate dallo stesso cantante.
 Con questo suggestivo concerto continua Festival Duni 2016, la manifestazione che sta animando artisticamente e culturalmente l’estate materana; questa diciassettesima edizione è organizzata da Festival Duni, dall’Istituzione Concertistica Orchestrale “Magna Grecia” e da Grieco Abbagliamento.
 Il concerto “Queen’s Symphonies” di Festival Duni 2016 si terrà alle ore 21.00 di venerdì prossimo, 5 agosto, presso l’ex Ospedale “San Rocco” di Matera; biglietto 15 € al botteghino, più 0,50 € di eventuale prevendita a Matera presso Orchestra della Magna Grecia, in via De Viti De Marco n. 13 (tel. 0835.1973420 – cell. 392.9199935 – info.ensemblegabrieli@gmail.com) o presso Cartolibreria Montemurro, in via delle Beccherie n.69 (0835.333411).

La "Capatosta", la piece della storica compagnia teatrale Crest di Taranto sulla questione Ilva, con cui giovedì 4 agosto andrà in scena alle 21.30.


Hanno la testa dura, ognuno a modo suo, i due protagonisti di «Capatosta», la pièce della storica compagnia teatrale di Taranto, Crest, sulla questione Ilva con cui, giovedì 4 agosto, alle ore 21.30, in uno spazio inconsueto, lo slargo antistante l’antica fornace di Laterza (in via Minghetti), il Festival della Terra delle Gravine, diretto da Giovanni Tamborrino (nella foto) per l’amministrazione comunale e la collaborazione dei Teatri di Bari, entra nel vivo tra impegno civile e spettacolo. E lo fa sempre con un occhio rivolto alla «questione meridionale», al centro dell’edizione di quest’anno, improntata a un «Sud vivente» attraverso una particolare attenzione al teatro dei nostri giorni, cui farà ogni volta da anteprima una breve «ouverture» di musica contemporanea.
Sarà, pertanto, la «Pequena Czarda» del compositore e sassofonista spagnolo Pablo Iturralde (classe 1929), eseguita dai sassofonisti Marianna di Ruvo e Vittorio Tamburrano, a introdurre «Capatosta», spettacolo vincitore del bando «Storie di Lavoro 2015» scritto da Gaetano Colella, che ne è al tempo stesso interprete con Andrea Simonetti per la regia di Enrico Messina.  
La storia si svolge nello stabilimento più grande d’Europa, in uno dei tanti reparti giganteschi della fabbrica, Acciaieria 1 reparto RH. Qui l’acciaio fuso transita per raggiungere il reparto della colata e gli operai sono chiamati a controllare la qualità della miscela. La temperatura è di 1600 gradi centigradi.
Dal 1962, in questo stabilimento ci sono generazioni di operai che si avvicendano, si confrontano, si scontrano e si uniscono. Come i due personaggi di «Capaposta». I padri hanno fatto posto ai figli e ai nipoti senza che nulla sia intervenuto a modificare questo flusso di forza lavoro. Si sono tramandati saperi ed esperienze così come usi e abusi, leggi tacite e modi di fare. Sembra che in questo scenario nulla sia destinato a mutare, che i figli erediteranno fatica e privilegi dei padri. Ma è davvero così?
Tommaso Chimenti, sul «Fatto Quotidiano», ha parlato di «teatro necessario», sgomberando il campo da etichette (nuova drammaturgia, teatro civile) che potrebbero risultare limitanti per uno spettacolo che, attraverso i gesti, i volti e le voci di Colella e Simonetti, vuole restituire un sentimento di dolore e impotenza. E raccontare il sangue di una città ferita e divisa.
Info 099.8297911 - www.comune.laterza.ta.it

martedì 2 agosto 2016

La IV edizione del "Festival di Poesia" si terrà sabato prossimo nella "Corte dei Miracoli" di Bitonto.


Alla fine del Settecento, negli anni tra il ritorno a Roma di Pio IX e la Breccia di Porta Pia, un gruppo di giovani poeti forma un proprio Cenacolo all'interno dell'Accademia tiberina. Ogni lunedì nel palazzo de’Sabini a Roma, questi giovani poeti si riunivano per leggere e declamare poesie inedite. Il Cenacolo si è rivelato nel tempo uno strumento di animazione e di dibattito per esponenti della creatività e del mondo accademico, condizionando le sorti della letteratura italiana.
La IV edizione del Festival di Poesia “Le corti dei miracoli”, che si terrà sabato 6 agosto 2016 dalle ore 20 nel centro storico di Bitonto (Ba), vuole recuperare una dimensione contemporanea di quello che era una volta il Cenacolo dell'Accademia tiberina. Ed ecco che per una sera il centro storico della cittadina in provincia di Bari, diventerà la meta di poeti e artisti che vorranno declamare e condividere versi inediti. Tra le zone coinvolte, per la prima volta, anche la piazzetta dell'Accademia degli Infiammati, in onore dell’Accademia degli Infiammati sorta a Bitonto nel Seicento. Nel 1669 Bitonto era la seconda città di Puglia, dopo Lecce, e vide il fiorire di circoli e botteghe d’arte, qui si riunivano mecenati, artisti, sacerdoti e personalità politiche che promuovevano la cultura.
Il festival, giunto alla sua quarta edizione, si candida a diventare il più grande raduno all’aperto di poeti in Puglia. Alla manifestazione, curata dall’Associazione Culturale “Cenacolo dei Poeti” e promossa dall’assessorato al Marketing territoriale del Comune di Bitonto, parteciperanno liberamente tutti i poeti e gli amanti della poesia, un festival democratico e in pieno accordo con lo spirito del Cenacolo. Passeggiando, dunque, per le vie di Bitonto si potranno incontrare poeti e artisti declamare poesie inedite, contemporanee o ripescate dalla saggezza del passato. Sono in programma visite guidate pomeridiane e serali  gratuite per le corti (prenotazioni al 392.282.08.95), aperitivi allo Spleen cafè letterario, conferenze, reading, recital e un focus dedicato allo scrittore nigeriano Ken Saro-Wiwa. Tra gli artisti che hanno già confermato la loro adesione ci sono Marinella Napoli (The Voice Of Italy); i Folkemigra, gruppo folk di Francesco Minuti; Franco Regina e la sua beat-folk-poetry band; Pina Santoro (psichiatra e poetessa, responsabile di percorsi terapeutici attraverso la poesia), Cettina Fazio Bonina (presidente dell'associazione Porta d'Oriente), la napoletana Marianunzia Masullo e tanti altri.
IL PREMIO - In questa edizione sarà lanciato il “Poetry Movie Award“, premio ad una produzione cinematografica riguardante la poesia in tutte le sue forme e manifestazioni. Il premio per questa prima edizione, sarà consegnato alla regista Lucilla Colonna per il film “Festina lente“. Il primo lungometraggio di Colonna racconta cinquanta anni di Rinascimento italiano attraverso gli occhi della poetessa e nobildonna Vittoria Colonna (1490-1547). Donna di grande sensibilità e cultura, scambiò corrispondenza con le personalità più influenti del Rinascimento: Ludovico Ariosto, Pietro Aretino, divenne amica e confidente di Michelangelo Buonarroti, che le dedicò alcuni dei suoi più struggenti sonetti, in cui la magnificava con parole come queste: "Un uomo in una donna, anzi un dio, tramite la sua bocca parla". Il film è stato già premiato al Wild Rose Film Fest 2016, al Barcelona Planet Film Festival 2016: Best Actress Award, e all’International Independent Film Awards 2016: Best Soundtrack, Best Costume Design.
La proiezione del film "Festina lente" si terrà alle ore 21 nell'arena Rogadeo  (Biblioteca Rogadeo) a cura dell’associazione Just imagine.
LA MOSTRA - In contemporanea a questo raduno dei poeti, si terrà un’estemporanea di pittura sulla terrazza del Torrione Angioino a cura dell’associazione MariArte di Maria Cucinella e Piergiorgio Meola .
I LUOGHI - L’evento si svolgerà interamente all’aperto tra via Amdeo, piazza Cavour e corti. Il festival, ad ogni edizione, cerca di coinvolgere nuove corti e spiazzi non ancora interessate dalla movida culturale. Quest'anno tocca alla piazzetta dell'Accademia degli Infiammati, dietro la chiesa di San Michele, che reca il nome di una antica forma associativa intellettuale del noto centro del nord barese, a cui i poeti intendono dedicare l'iniziativa. 
“Vogliamo riproporre l'antica vita comunitaria delle corti attraverso salotti di belle parole coinvolgendo i residenti, addentrandoci di volta in volta in luoghi e piazzette non ancora interessate dalla movida culturale. Una missione in linea con la politica del sindaco Michele Abbaticchio: valorizzare e rendere fruibile il nostro bellissimo centro storico”, spiegano gli organizzatori Nicola Abbondanza, ideatore del format, Pasquale Rienzo e Umberto Ruggiero. 
 Organizzatori - Nicola Abbondanza Ideatore del format e Umberto Ruggiero (Direttore artistico, copywriter, storyteller, web master e Social Manager) e Pasquale Rienzo (Direttore artistico ed organizzativo); segreteria del premio "poetry movie awards" Giovanni Botticella e Nicola Maselli.
Il “Cenacolo dei Poeti” il 28 agosto, sempre a Bitonto, ospiterà il reading di Carla Abbaticchio e un ciclo di conferenze tra settembre e ottobre con Silvio Raffo della rivista Poesia di Milano, traduttore delle sorelle Brontë e di Emily Dickinson, e il recital del canzoniere di Petrarca a cura del poeta Francesco Salamina. Ad Ottobre si continua con un concorso nazionale di Poesia e Narrativa il cui bando sarà pubblicato sul sito www.cenacolodeipoeti.eu.

Un “Ritmo Latino” al Festival Duni 2016 il prossimo 2 agosto.


C’è un “ponte musicale” che unisce idealmente la penisola iberica e il Sudamerica, un ponte che sarà percorso nel concerto “Ritmo latino”, il prossimo appuntamento di Festival Duni 2016.
Protagonisti di questo affascinante viaggio musicale saranno l’Orchestra ICO “Magna Grecia”, diretta nell’occasione da Antonio Palazzo, il raffinato musicista che ha anche “firmato” gli arrangiamenti di molti brani in programma, e il tenore iberico Miguel Borrallo, ospite fisso del Teatro Real de Madrid, dove ha già cantato in sei opere, del Teatro de la Zarzuela di Madrid, nonché dell’Ópera Nacional de París in Francia.
Nel concerto saranno proposte le più popolari arie e composizioni strumentali della “zarzuela”, un tradizionale genere lirico-drammatico che in Spagna ha pari dignità con il teatro d’opera, nonché i più famosi successi dei vari generi della musica iberica e sudamericana.
 Alla voce di Miguel Borrallo, accompagnato dall’Orchestra ICO “Magna Grecia” diretta da Antonio Palazzo, saranno affidate quattro popolarissime canzoni tratte da altrettante zarzuela: “De Este apacible Rincon de Madrid”, “Por El humo se sabe”, “Bella enamorada” e “No puede ser”, quattro autentici “cavalli di battaglia” del tenore Placido Domingo che iniziò la carriera proprio come cantante di zarzuela.
Miguel Borrallo si cimenterà poi nella famosissima “Granada”, portata al successo in Italia da Claudio Villa, per poi cantare “Amapola”, un tango creolo dello spagnolo Joseph Lacalle, e la celebre “Quizás Quizás Quizás”, canzone del cubano Osvaldo Farrés con cui si sono misurati tantissimi artisti, come Nat King Cole, Fiorella Mannoia e Andrea Boccelli.
Il tenore iberico canterà poi “La Paloma”, scritta nel 1861 dal compositore spagnolo Sebastiàn de Yradier dopo una visita a Cuba, per poi misurarsi con il tango “Por una Cabeza” che – una curiosità – è ballato da Al Pacino in una indimenticabile scena del film “Scent of woman”.
Miguel Borrallo canterà poi un “Medley latino”, arrangiato da Antonio Palazzo, che comprende successi evergreen come “Besame mucho”, “Historia de un amor” e “Caminito”.
Nel concerto l’Orchestra ICO “Magna Grecia”, diretta da Antonio Palazzo, eseguirà anche alcuni brani strumentali: i preludi di due zarzuela, “El tambor de Granderos” ed “El bateo”, la "España, Rapsodia para orquesta" composta nel 1883 da Emmanuel Chabrier, per poi concludere con due popolarissimi tango: “Libertango” di Astor Piazzolla e “Tango for Claude” di Richard Galliano.
 Con questo suggestivo concerto continua Festival Duni 2016, la manifestazione che sta animando artisticamente e culturalmente l’estate materana; questa diciassettesima edizione è organizzata da Festival Duni, dall’Istituzione Concertistica Orchestrale “Magna Grecia” e da Grieco Abbagliamento.
 Il concerto “Ritmo Latino” di Festival Duni 2016 si terrà alle ore 21.00 di martedì prossimo, 2 agosto, presso la Masseria fortificata “San Francesco” di Matera; biglietto 10 € al botteghino, più 0,50 € di eventuale prevendita a Matera presso Orchestra della Magna Grecia, in via De Viti De Marco n. 13 (tel. 0835.1973420 – cell. 392.9199935 – info.ensemblegabrieli@gmail.com) o presso Cartolibreria Montemurro, in via delle Beccherie n.69 (0835.333411).
 Quest’anno Festival Duni si realizza grazie ai patrocini istituzionali del MIBACT, Comune di Matera, Regione Basilicata, Camera di Commercio di Matera, oltre ai contributi dei main sponsor UBI Banca Carime, Bawer, Italcementi Group, EcoWash, , Edil Habitat, Masseria Fortificata “San Francesco”, Raro industria detergenti professionali, NG Bonifiche, trattamento e recupero rifiuti, Impresa Edile Trezza, Gelateria “Orchidea” in via Roma a Matera, B.t. Auto Linfer concessionaria Nissan a Matera e “Nuzzaci Strade”. Collabora alla manifestazione l’Hotel “Cave del Sole”. Festival Duni contribuisce a “Matera2019 Capitale europea della Cultura”. Partner è Ingest Ingegneria e Consulenza Industriale specializzata nella sicurezza degli spettacoli dal vivo.

lunedì 1 agosto 2016

Confermata la prossima stagione della Camerata Musicale Barese al Petruzzelli.


Dopo molteplici confronti e non facili  trattative, la Camerata Musicale Barese  e' riuscita ad assicurarsi la disponibilità del Teatro Petruzzelli anche per gran parte della prossima Stagione 2016/17. La Camerata, da parte sua, per questa riproposizione artistica, deve estendere  i propri ringraziamenti all'On. Pino Pisicchio che da sempre  ha mostrato particolare sensibilità per le vicende della Associazione, come pure al Presidente dell'Agis dott. Giulio Dilonardo per la sua appassionata e obiettiva condivisione delle problematiche insorte, che, se fossero proseguite avrebbero non soddisfatto adeguatamente il pubblico della Camerata.  
Ma un pensiero di gratitudine non può non essere rivolto al Presidente Nazionale dell'Agis Dott. Carlo Fontana per i costanti inviti al confronto risolutivo ed al Prof. Francesco Pollice, che nella sua qualità di Presidente dell'Aiam, ha certamente contribuito alla positiva risoluzione del caso con vari inviti e raccomandazioni a tutte le componenti.
La Camerata esprime inoltre un sentimento di gratitudine al Ministro Dott. Dario Franceschini,  al Dott. Onofrio Cutaia, direttore generale  del Mibact ed al Sindaco di Bari Dott. Antonio De Caro.
Con tutti questi attestati di solidarietà i Dirigenti della Camerata, coadiuvati dai legali  
Avv.ti Vito Andrea Ranieri e Francesco Paolo Sisto hanno restituito la necessaria serenità ai Soci che, senza perplessità alcuna, hanno ripreso in massa a confermare i propri abbonamenti per la nuova Stagione battezzata “Gold”.


Domani sera torna la Francesca da Rimini di Saverio Mercadante al Festival della Valle d'Itria.


Domani sera, ore 21:00, atrio del Palazzo Ducale, torna Francesca da Rimini di Saverio Mercadante, su libretto di Felice Romani, ispirato alla Francesca da Rimini di Silvio Pellico, nell’edizione critica curata da Elisabetta Pasquini. Uno spettacolo ambizioso che ha trovato il favore del pubblico e della critica nazionale ed internazionale che ha assistito alla prima rappresentazione assoluta sabato scorso. Il progetto mette insieme un grande titolo di un compositore tra i maggiori dell'Ottocento italiano, un soggetto leggendario: gli sfortunati amanti immortalati da Dante nel Quinto Canto della Divina Commedia. Nato ad Altamura e trasferitosi a Napoli, Mercadante consolida la propria fama a Vienna, Parigi e quindi a Madrid. Proprio per la corte spagnola scrive la sua Francesca da Rimini che per motivi non ancora chiariti, non andrà mai in scena. La partitura manoscritta, datata 1831 e conservata in due copie (una a Bologna e una proprio nella capitale spagnola), perfettamente compiuta e integra, rivela una cura singolare per la scrittura e per il dettaglio, e presenta annotazioni autografe di rilevante valore. Fabio Luisi dirigerà l’orchestra internazionale d’Italia, il coro della filarmonica di Stato “Transilvania” di Cluj-Napoca, diretto da Cornel Groza, e un cast internazionale Leonor Bonilla (Francesca), Aya Wakizono (Paolo), Merto Sungu (Lancillotto), Antonio Di Matteo (Guido), Larisa Martinez (Isaura) Ivan Ayon Rivas (Guelfo). Pierluigi Pizzi ha curato l'intero progetto scenico dell'opera, firmando regia, scene e costumi, ha creato un’atmosfera inquietante e tenebrosa, bardando l’atrio di Palazzo Ducale di un velario nero (Inferno), all’interno del quale, con l’aiuto del vento (bufera infernale) i protagonisti, vestendo abiti leggeri e fluttuanti, con colori differenti che evocano sentimenti e caratteri diversi, sono avvolti dalle loro passioni. Con il coreografo Gheorghe Iancu l’azione drammatica evocherà gli stilemi di quella forma di balletto presente nel melodramma romantico e amato da Mercadante, di cui il Festival con quest’opera prosegue un lavoro di valorizzazione di un musicista pugliese iniziato già negli anni ottanta.