venerdì 20 gennaio 2017

Stasera concerto di Brahms a Matera con il violinista Valery Sokolov e l'Orchestra della Magna Grecia diretta da Luigi Piovano.

«La sua performance è stata ricca di contrasti, in un’alternanza di acciaio e velluto. L’ultimo movimento del concerto era pieno di energia, il suono sontuoso ed elettrizzate, drammatico ed esilarante al tempo stesso...»: così si esprimeva Tim Homfray, giornalista della prestigiosa rivista inglese “The Strad”, recensendo nel 2011 un concerto del violinista ucraino Valeriy Sokolov.
Nato nel 1986 a Kharkov, Valeriy Sokolov, violinista cresciuto alla formidabile scuola di una leggenda dell'archetto come Yehudi Menhuin, appena trentenne è già una solida realtà del concertismo classico internazionale, tanto da essere sempre più richiesto per le sue interpretazioni sorprendentemente mature di alcune delle opere più difficili del repertorio violinistico; da anni, inoltre, Valeriy Sokolov è legato, con un contratto in esclusiva, all’importante etichetta EMI/Virgin Classics per la quale ha già inciso numerosi CD.
Il violinista Valeriy Sokolov sarà il protagonista, con l’Orchestra ICO “Magna Grecia diretta da Luigi Piovano, di “Brahms in forma di danza”, il concerto con cui torna al grande repertorio classico la XV Stagione “Matera in Musica di Festival Duni e Istituzione Concertistico Orchestrale “Magna Grecia”.
All’Auditorium “Gervasio” di Matera Valeriy Sokolov si misurerà con il grandioso Concerto in re maggiore per violino e orchestra, op. 77 di Johannes Brahms, universalmente considerato come una delle partiture più riuscite del compositore tedesco, uno dei concerti per violino più famosi ed eseguiti nella storia della musica.
Composto da Brahms a quarantacinque anni, in una delle sue più tranquille e feconde stagioni creative, il Concerto per violino e orchestra è percorso in gran parte da una esuberanza di melodie e da una radiosa amabilità di tono, una splendida partitura la cui esecuzione richiede al solista non comuni capacità interpretative e un notevole virtuosismo.
In questo concerto l’Orchestra ICO “Magna Grecia” sarà diretta da Luigi Piovano, il suo Direttore musicale, raffinato ed esperto direttore, nonché “primo violoncello” dell’Orchestra di Santa Cecilia di Roma.
Con la sua direzione l’Orchestra “Magna Grecia” eseguirà in questo concerto anche le travolgenti Danze Ungheresi di Johannes Brahms, popolarissime composizioni che recuperano la tradizione popolare zigana.
Sono un appassionato omaggio alle canzoni di quel mondo zingaresco che il giovane Brahms aveva conosciuto, annotandosene le melodie, nelle birrerie viennesi e in occasione di una sua tournée in Ungheria con il violinista Ede Remémyi, per poi farle rivivere in queste composizioni mantenendone la straordinaria vitalità, fatta di varietà e leggerezza ritmiche.
“Brahms in forma di danza” con Valeriy Sokolov e l’Orchestra ICO “Magna Grecia” diretta da Luigi Piovano,concerto della stagione XV “Matera in Musica” 2016-2017 di Festival Duni e ICO “Magna Grecia”, si terrà DOMANI, venerdì 20 gennaio (ingresso ore 20.30 - start ore 21.00), all’Auditorium “Gervasio” di Matera.
Biglietti a € 15 al botteghino, + € 1 di eventuale prevendita: per info e prevendita rivolgersi a Matera direttamente presso Orchestra della Magna Grecia, in via De Viti De Marco n. 13 (tel. 0835.1973420 –info.ensemblegabrieli@gmail.com) o presso la Cartolibreria Montemurro, in via delle Beccherie n.69 (0835.333411, www.orchestramagnagrecia.it

È confermata anche quest’anno la partnership culturale e sociale di Ubi Banca Carime, che rinsalda il suo sostegno convinto per corroborare sul territorio la funzione di una economia integrata al fine di garantire responsabilmente un’alta qualità della vita; main sponsor sono Grieco Collezioni Uomo Donna Matera, BAWER, EcoWash, Italcementi Group e Concessionaria Peugeot Lions Service a Matera. Partner istituzionali sono Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e Turismo, Comune di Matera, Regione Basilicata, UNESCO, FESR Basilicata, Matera Capitale Europea della Cultura 2019. Partner tecnico è Provinciali Service audio video luci.


Il 23 gennaio l'orchestra Sinfonica della Città Metropolitana di Bari si esibirà in un concerto diretto dal Silvano Mangiapelo con i solisti al pianoforte Pasquale Iannone e Leonardo Colafelice.


Lunedì 23 gennaio 2017, alle ore 20.30, nel teatro Showville (Via Giannini, 9 – Bari), l’Orchestra Sinfonica della Città metropolitana si esibirà in un concerto diretto dal maestro Silvano Mangiapelo e con i solisti al pianoforte Pasquale Iannone e Leonardo Colafelice. In programma brani di Mozart, Beethoven e Wagner.   
(Info: biglietto intero 10 euro,  ridotto 5 euro (studenti under 18, universitari, studenti del Conservatorio, over 65, dipendenti della Città metropolitana, dipendenti pubblici iscritti a circoli ricreativi pubblici e privati. È attiva anche la vendita on line su www.showville.net)


giovedì 19 gennaio 2017

Venerdì 20 gennaio prosegue alla Vallisa la prima stagione della neonata Associazione Culturale Italo-Spagnola con un concerto ispirato al flamenco.

Venerdì 20 gennaioalle 20,30, prosegue all'Auditorium Vallisa di Bari la prima stagione artistica della neonata Associazione Culturale Italo-Spagnola (ACIS), con un concerto ispirato al flamenco: in scena il gruppo «Flamenco Nuestro», formatosi con la guida del chitarrista Davide Cervellino, e costituito da prestigiosi musicisti che provengono da diverse esperienze di musica etnica (al flauto Domenico Picciani), classica e jazz-rock (alle percussioni Fausto Picciani). Il loro intento è quello di creare un contesto musicale dove lo scambio tra melodia e ritmo dia origine ad una particolare attitudine artistica che ha il seme nel «duende», los pirito misterioso del flamenco, incantesimo ineffabile, espressività indefinibile e magica, che va risvegliato, nutrito e cresciuto.
Tale esigenza costituisce la spinta emotiva di ciascun musicista, nel calarsi nella pluridimensionalità del flamenco, affinché si realizzi una forma comunicativa che interagisca con la profondità dell'anima. Il trio prende progressivamente forma e consistenza nel tentativo di vivere il duende anche sul piano fisico ed emozionale, in quanto esso è desiderio del desiderio, autentica energia che arriva da sotto i piedi, che accade in modo sempre diverso e tale da non passare inosservata o inavvertita.

Infotel biglietti: 328.595.93.59.

Sabato 21 gennaio al Curci di Barletta è in programma Happening con Antonio Rezza e Flavia Mastrella.

Sabato 21 gennaio al Teatro Curci di Barletta, nell'ambito della stagione teatrale 2016/2017 del Comune di Barletta realizzata in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese, è in programma Happening con Antonio Rezza e Flavia Mastrella. Dalle ore 20.00 il foyer del teatro ospiterà  una conversazione con gli artisti a cura di Nicola Viesti e degustazione di prodotti locali in collaborazione con  Associazioni Cuochi e Pasticceri Bat, Cantina Sociale di Barletta, Caseificio Perina. A seguire in teatro lo spettacolo  Anelante, di Flavia Mastrella e Antonio Rezza con Antonio Rezza e con Ivan Bellavista, Manolo Muoio, Chiara A. Perrini, Enzo Di Norscia  (mai) scritto da Antonio Rezza / habitat di Flavia Mastrella. In uno spazio privo di volume, il muro piatto chiude alla vista la carne rituale che esplode e si ribella. Non c’è dialogo per chi si parla sotto. Un matematico scrive a voce alta, un lettore parla mentre legge e non capisce ciò che legge ma solo ciò che dice. Con la saggezza senile l’adolescente, completamente in contrasto col buon senso, sguazza nel recinto circondato dalle cospirazioni. Spia, senza essere visto, personaggi che in piena vita si lasciano trasportare dagli eventi, perdizione e delirio lungo il muro. Il silenzio della morte contro l’oratoria patologica, un contrasto tra rumori, graffi e parole risonanti. Il suono stravolge il rimasuglio di un concetto e lo depaupera. Spazio alla logorrea, dissenteria della bocca in avaria, scarico intestinale dalla parte meno congeniale. Botteghino platea e palchi euro 15,00 (comprensivo di degustazione) /loggione euro 10,00 (comprensivo di degustazione) informazioni www.teatropubblicopugliese.it/barletta



Venerdì 20 gennaio l'ultimo dei quattro incontri sul "suono dell'arte" a cura della storica Lucrezia Nardelli.


Venerdì 20 gennaio 2017 alle ore 19.00 nell'Auditorium della Fondazione Paolo Grassi l'ultimo dei quattro incontri previsti dal ciclo di conferenze-concerto “Il suono dell’arte” a cura della storica dell’arte Lucrezia Nardelli, dedicate al binomio arte-musica.
Intento del progetto è stato quello di mostrare i punti d’incontro tra l'arte figurativa e la musica tra Ottocento e Novecento, attraverso un approccio di tipo interdisciplinare, articolato tra la visione e l’analisi di alcune opere d’arte esemplificative, riferimenti alla letteratura del periodo e l’ascolto di brani musicali eseguiti dal vivo. Ognuno dei quattro incontri in programma ha voluto mostrare quattro differenti approcci al tema: l'arte vicina alla musica per consonanza ideologica (Hayez), l'arte vicina alla musica per commistione di generi (Picasso), l'arte vicina alla musica per pura sensazione (Matisse) e, infine, l’arte vicina alla musica per consonanza tecnica (Kandinskij). Su quest'ultimo tema verterà l'incontro del prossimo 20 gennaio, dedicato appunto a Kandinskij, Schönberg e all'armonia dei colori.

Vasilij Kandinskij è considerato il fondatore della pittura astratta, una pittura cioè libera dal suo tradizionale scopo di riprodurre la realtà concreta per seguire invece leggi di “necessità interiore”, ovvero psichiche, emotive, comunque personali. Secondo l’artista la forza emotiva del colore, amplificata da determinate forme, è in grado di far vibrare le corde interiori di chi osserva, producendo sensazioni simili a quelle che è capace di trasmettere la musica. “Il colore è il tasto, l’occhio è il martelletto, l’anima è un pianoforte con molte corde. L’artista è la mano che, toccando questo o quel tasto, fa vibrare l’anima” scrive Kandinskij ne" Lo spirituale nell’arte", uno dei testi più rappresentativi dell’arte del XX secolo.
Alcuni musicisti, Shӧnberg e Skrjabin su tutti, condivisero con lui quella che fu la prima teoria armonica del colore. La dissoluzione degli oggetti e l’emancipazione delle forme e dei colori nella pittura astratta, trova infatti un parallelo in ambito musicale nella dissoluzione del sistema tonale tradizionale ad opera di Schönberg. Il proposito di questi innovatori non era quello di tradurre l’arte in musica e viceversa, quanto piuttosto di utilizzare entrambi i mezzi per arricchire l’informazione artistica e intensificarne l’impatto in senso sinestetico, ma soprattutto, era l’assoluta fedeltà della loro arte alle proprie istanze interiori.

La parte musicale della serata vedrà la partecipazione della violinista Silvia Grasso e della pianista Liubov Gromoglasova.

INGRESSO LIBERO

mercoledì 18 gennaio 2017

L'Orchestra Sinfonica della Città Metropolitana tiene ad Altamura un concerto dedicato a Saverio Mercadante.

Venerdì 20 gennaio 2017, alle ore 20.30, nel Teatro Mercadante di Altamura l’Orchestra Sinfonica della Città Metropolitana, si esibirà in un concerto diretto dal maestro, Mario Carbotta. (Biglietti e prenotazioni – tel. 080.3101222info@teatromercadantealtamura.it).
In programma l’esecuzione di brani del musicista altamurano Saverio Mercadante(1785 – 1870): Concerto in mi maggiore n. 1 op. 49 per flauto e orchestraConcerto in mi minore n. 2 op. 57 per flauto e orchestra e Sinfonia in do minore (prima esecuzione assoluta). Contemporaneo di Bellini, Donizetti e Rossini, Saverio Mercadante si formò (come del resto quasi tutti i musicisti pugliesi della sua epoca) al Conservatorio napoletano di San Pietro a Majella, del quale fu anche direttore dal 1840 al 1870, anno della sua morte.
Mercadante si dedicò con ottimi risultati alla musica strumentale con delle composizioni che s’inseriscono nella linea di Viotti, Hummel e Weber.

Il concerto sarà replicato sabato 21 gennaio, alle ore 20.00, nella Parrocchia Maria SS Addolorata in Via Giulio Petroni, 125 a Bari (ingresso libero).

Continua la terza edizione con Mirko Signorile, Claudio Filippini e Giovanni Guidi di Notti di Stelle alla Camerata Musicale Barese.


Dopo i primi due spettacoli della rassegna, continua la terza edizione di “Notti di Stelle Winter”, prosieguo naturale del festival jazz estivo.
I primi due appuntamenti con Sergio Cammariere e Stefano Bollani, hanno registrato un grande successo di pubblica e di critica in un Teatro Petruzzelli completamente esaurito in ogni ordine e grado.
Terzo appuntamento il 15 febbraio,  sul palco del Teatro Showville, con  Mirko Signorile, Claudio Filippini e Giovanni Guidi,  impegnati nel  progetto “Tre pianisti per la ricostruzione”
Tre pianoforti a coda suonati come fossero un unico strumento da musicisti con sensibilità e background differenti ma dotati da un'intesa perfetta, frutto anche di un'amicizia decennale. Davvero notevole l'interplay generatosi tra i tre pianisti: “Tre cuori che si uniscono e formano un unico suono” dice Claudio Filippini “Suonare in tre è veramente difficile perché il rischio è di suonare troppo tutti. Ma tra me Mirko e Giovanni c'è una stima e un'amicizia che fa sì che la musica esca fuori da sola”.
Un'idea, la loro, nata proprio un anno fa dopo la prima edizione di Jazz italiano per L'Aquila e seguita anche da una raccolta fondi promossa  tramite crowdfunding, grazie alla quale è stato comprato un pianoforte poi donato al Conservatorio dell'Aquila; in questa occasione gli auspici sono quelli di donare un altro pianoforte a coda al territorio recentemente sconvolto dal sisma.
Sempre a Showville il 28 febbraio Mauro Campobasso & Mauro Manzoni Sextet in Duck You, sucker”. A Jazz Homage  To Sergio Leone”. 
Il progetto punta ad esplorare l’epopea del west ed il mondo dei gangster, attraverso un montaggio di sequenze ed  immagini appartenenti alle opere cardine del regista Sergio Leone, il tutto in connessione con il grande Ennio Morricone: un crescendo di nuove musiche, improvvisazioni, composizioni jazz inedite, in equilibrio dialogico con le composizioni originali.
Non è stato un colpo di fulmine ma forse un lento innamoramento quello tra Massimo Ranieri e il jazz.
A 65 anni il poliedrico artista, "affascinato" e "divertito" dall'improvvisazione musicale, chiuderà “Notti Winteril prossimo 11 marzo al Teatro Petruzzelli,  con un quintetto d'eccezione Enrico Rava alla tromba, Stefano Di Battista ai sassofoni, Rita Marcotulli al pianoforte, Riccardo Fioravanti al contrabbasso e Stefano Bagnoli alla batteria. Le grandi canzoni napoletane degli anni '50 e '60 rivivono con una nuova, elegantissima, veste musicale grazie all'incantevole incontro tra il 'cantattore' e le stelle del jazz internazionale, un sodalizio artistico che prende il nome  'Malìa', che ha inaugurato l’estate  scorsa “Umbria Jazz”.
Ranieri punta sulla tradizione partenopea più “nightarola”, come si dice in gergo, esaltando anche canzoni meno fortunate, oltre alle amatissime 'Anema e core', 'Resta cu'mme' e 'Io,'na chitarra e 'a luna'. “Il repertorio degli anni 50 e 60” - spiega - è quello classico del night a Napoli, Amalfi, Positano, Sorrento, Ischia e Capri".

Biglietti disponibili  presso gli Uffici della Camerata Musicale Barese in Via Sparano 141 infotel. 080/5211908 e sul sito www.cameratamusicalebarese.it  

Riccardo Muti dirigerà la Chicago Symphony Orchestra al Teatro alla Scala il prossimo 20 e 21 gennaio 2017.


Il M° Riccardo Muti dirigerà la Chicago Symphony Orchestra al Teatro alla Scala con due programmi il 20 e 21 gennaio 2017 nell'ambito del tour europeo dell'Orchestra. Si tratta del primo ritorno al P iermarini del Maestro, che del Teatro è stato Direttore Musicale dal 1986 al 2005, dopo il concerto del 2 maggio 2005 con i Wiener Philharmoniker.
Al termine dei concerti il M° Riccardo Muti firmerà le copie dei suoi CD e DVD presso il Foyer del Teatro alla Scala.
Per la Chicago Symphony, di cui Riccardo Muti ha assunto la direzione nel 2010 e che è considerata tra le migliori orchestre internazionali, si tratta della terza presenza alla Scala dopo i concerti diretti da Sir Georg Solti per la Stagione Sinfonica nel 1971 e nel 1981.
La tournée europea prevede concerti a Parigi, Amburgo, Aalborg, Milano, Vienna, Baden-Baden e Francoforte.
Vi invitiamo a visitare il sito internet ufficiale del Maestro Muti allo scopo di essere aggiornati sulle sue attività:
http://www.riccardomuti.com/




























































































































































































martedì 17 gennaio 2017

Sono aperte le iscrizioni per l'anno Accademico 2017 ai corsi di alto perfezionamento per i cantanti lirici e maestri collaboratori dell'Accademia del Belcanto "Rodolfo Celletti".


Sono aperte le iscrizioni per l'Anno Accademico 2017 ai corsi di alto perfezionamento per cantanti lirici e maestri collaboratori dell'Accademia del Belcanto "Rodolfo Celletti", promossa e organizzata dalla Fondazione Paolo Grassi in collaborazione con il Festival della Valle d'Itria e la direzione musicale del M° Fabio Luisi (nella foto)
Le audizioni per cantanti e pianisti sono in programma a Martina Franca (nella sede della Fondazione Paolo Grassi) il 15 febbraio 2017. C'è tempo fino al 13 febbraio per iscriversi.
Per l’anno 2017 sono previste tre sessioni di studio: una prima sessione di formazione propedeutica, dal 16 al 24 febbraio 2017; una seconda sessione di studio e assegnazione di ruoli e repertori, dall'1 al 9 aprile 2017; una terza sessione di studio specifico,dall'8 al 29 giugno 2017, a cui seguirà, per gli allievi ritenuti idonei, la fase di work-experience all’interno del 43° Festival della Valle d’Itria (www.festivaldellavalleditria.it).
Gli Allievi selezionati per prendere parte alle produzioni del Festival saranno scritturati direttamente dalla Direzione del Festival e saranno titolari di un contratto di collaborazione e di un compenso commisurato all’impegno richiesto. 
L’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti” di Martina Franca, promossa e organizzata dalla Fondazione Paolo Grassi in collaborazione con il Festival della Valle d'Itria, è nata nel 2010 con l'obiettivo di fornire a giovani cantanti lirici una formazione altamente specifica nei diversi aspetti della tecnica, dello stile e dell’interpretazione del Belcanto italiano (da Monteverdi al protoromanticismo), senza tuttavia trascurare l’analisi e la pratica di Sono aperte le iscrizioni per l'Anno Accademico 2017 ai corsi di alto perfezionamento per cantanti lirici e maestri collaboratori dell'Accademia del Belcanto "Rodolfo Celletti", promossa e organizzata dalla Fondazione Paolo Grassi in collaborazione con il Festival della Valle d'Itria e la direzione musicale del M° Fabio Luisi.

Le audizioni per cantanti e pianisti sono in programma a Martina Franca (nella sede della Fondazione Paolo Grassi) il 15 febbraio 2017. C'è tempo fino al 13 febbraio per iscriversi.

Per l’anno 2017 sono previste tre sessioni di studio: una prima sessione di formazione propedeutica, dal 16 al 24 febbraio 2017; una seconda sessione di studio e assegnazione di ruoli e repertori, dall'1 al 9 aprile 2017; una terza sessione di studio specifico,dall'8 al 29 giugno 2017, a cui seguirà, per gli allievi ritenuti idonei, la fase di work-experience all’interno del 43° Festival della Valle d’Itria (www.festivaldellavalleditria.it).

Gli Allievi selezionati per prendere parte alle produzioni del Festival saranno scritturati direttamente dalla Direzione del Festival e saranno titolari di un contratto di collaborazione e di un compenso commisurato all’impegno richiesto. 

L’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti” di Martina Franca, promossa e organizzata dalla Fondazione Paolo Grassi in collaborazione con il Festival della Valle d'Itria, è nata nel 2010 con l'obiettivo di fornire a giovani cantanti lirici una formazione altamente specifica nei diversi aspetti della tecnica, dello stile e dell’interpretazione del Belcanto italiano (da Monteverdi al protoromanticismo), senza tuttavia trascurare l’analisi e la pratica di studio in ambiti diversi del teatro musicale occidentale, comprese le più diverse espressioni della contemporaneità.
Sono previsti numerosi laboratori di prassi esecutiva applicata a specificità della tecnica e dell’estetica belcantistiche: dal “recitar cantando” seicentesco alle espressioni della Scuola pugliese/napoletana, dalla tecnica della coloratura all’arte della variazione della tradizione belcantistica del primo Ottocento italiano. Specifiche esperienze artistiche sul campo, organizzate in occasione del Festival della Valle d’Itria, potranno arricchire il percorso formativo di ogni allievo e saranno valorizzate dalla guida di illustri preparatori, interpreti e concertatori di riferimento.
Il piano formativo dell’Accademia vanta inoltre un’area di approfondimento specifica di Belcanto Barocco, che prevede prestigiose masterclass e preziose lezioni individuali destinate a giovani interpreti particolarmente interessati e predisposti a questo ambito repertoriale, il cui percorso specifico e personalizzato si arricchisce di occasioni di work experience nell’ambito della programmazione del Festival della Valle d’Itria.
Ai corsi di alto perfezionamento per cantanti lirici è affiancato un corso per Maestri Collaboratori riservato a giovani pianisti, i quali hanno modo di partecipare attivamente sia alle lezioni, sia alle prove delle produzioni del Festival in fase di work experience.

Il piano formativo dell’Accademia del Belcanto per l'A.A. 2017 prevede i seguenti insegnamenti: - Arte e tecnica del recitativo - Arte e tecnica della vocalità seicentesca - Arte e tecnica della coloratura belcantistica - Arte e tecnica della coloratura barocca - Arte e tecnica della variazione - Verifica di tecnica vocale - Fonetica e dizione - Studio dello spartito - Consapevolezza della dinamica respiratoria - Cultura della professione del cantante lirico - Analisi del personaggio - Fisiologia e igiene dello strumento - Dal barocco alla vocalità nella musica del Novecento - Workshop: canto, prassi esecutiva, studio dello spartito e recitazione - Masterclass d’interpretazione e stile - Masterclass sullo stile belcantistico.

Tra i docenti impegnati nel corrente Anno Accademico alcuni tra i maggiori artisti internazionali, quali: Stefania Bonfadelli, Domenico Colaianni, Bruno Campanella, Lella Cuberli, Luca Gorla, Antonio Greco, Renata Lamanda, Antonio Lemmo, Cristina Liuzzi, Sherman Lowe, Fabio Luisi, Roberta Mameli, Chris Merritt, Ettore Papadia, Alessandro Patalini, Paola Pittaluga, Sonia Prina, Sesto Quatrini, Vincenzo Rana, Carmen Santoro, Roberto Servile, Vittorio Terranova.

Ulteriori dettagli sul sito della Fondazione Paolo Grassi al seguente link: 
http://www.fondazionepaolograssi.it/Accademia-del-Belcanto.aspxdi partecipare attivamente sia alle lezioni, sia alle prove delle produzioni del Festival in fase di work experience.
Il piano formativo dell’Accademia del Belcanto per l'A.A. 2017 prevede i seguenti insegnamenti: - Arte e tecnica del recitativo - Arte e tecnica della vocalità seicentesca - Arte e tecnica della coloratura belcantistica - Arte e tecnica della coloratura barocca - Arte e tecnica della variazione - Verifica di tecnica vocale - Fonetica e dizione - Studio dello spartito - Consapevolezza della dinamica respiratoria - Cultura della professione del cantante lirico - Analisi del personaggio - Fisiologia e igiene dello strumento - Dal barocco alla vocalità nella musica del Novecento - Workshop: canto, prassi esecutiva, studio dello spartito e recitazione - Masterclass d’interpretazione e stile - Masterclass sullo stile belcantistico.
Tra i docenti impegnati nel corrente Anno Accademico alcuni tra i maggiori artisti internazionali, quali: Stefania Bonfadelli, Domenico Colaianni, Bruno Campanella, Lella Cuberli, Luca Gorla, Antonio Greco, Renata Lamanda, Antonio Lemmo, Cristina Liuzzi, Sherman Lowe, Fabio Luisi, Roberta Mameli, Chris Merritt, Ettore Papadia, Alessandro Patalini, Paola Pittaluga, Sonia Prina, Sesto Quatrini, Vincenzo Rana, Carmen Santoro, Roberto Servile, Vittorio Terranova.
Ulteriori dettagli sul sito della Fondazione Paolo Grassi al seguente link: 
http://www.fondazionepaolograssi.it/Accademia-del-Belcanto.aspx

Il grande Salvatore Accardo e l'Orchestra da Camera Italiana approdano il 22 gennaio al Curci di Barletta.


Ospite regolare delle più importanti  stagioni concertistiche sia in Italia che all'Estero,  il grande Salvatore Accardo torna al Teatro Comunale Curci di Barletta, domenica 22 gennaio, con porta alle ore 18,00 e inizio alle ore 18,30, dopo il suo  concerto del 2010 , questa volta alla guida della sua Orchestra da Camera Italiana. Nel panorama concertistico internazionale la OCI è una orchestra  del tutto particolare e unico, essendo formato da musicisti ad arco che discendono tutti da una medesima scuola: quella dei corsi di alto perfezionamento creati da Accardo presso l'Accademia Walter Stauffer di Cremona insieme a Bruno Giuranna, Rocco Filippini e Franco Petracchi.
Dal punto di vista interpretativo l'orchestra è in grado di raggiungere un'unità stilistica ed espressiva senza pari, caratteristica che è stata apprezzata – l'Orchestra ha festeggiato nel 2016 i suoi  20 anni di attività – nei maggiori teatri del mondo e negli importanti festival musicali europei dove viene spesso invitata.
L’Orchestra si è esibita presso le più importanti istituzioni musicali italiane ed estere. A partire dal 1997 ha effettuato numerose tournée: nelle Americhe ha suonato negli Stati Uniti, in Argentina, Brasile, Cile e Uruguay, ricevendo dall’Associazione Critici Musicali dell’Argentina il premio come Migliore Complesso da Camera Straniero; in Asia si è esibita in Cina, Giappone, Vietnam e Corea. In occasione del 50° Anniversario della firma della Costituzione Italiana ha inaugurato e proseguito per anni la tradizione concertistica nell’Aula del Senato.                 
L’OCI è stata ospitata, tra gli altri, dal Festival dello Schleswig-Holstein, dalla Citée de la Musique e dal Teatro degli Champs-Elysèe a Parigi, dalla Fondazione Gulbenkian di Lisbona, dal Festival MITO Settembremusica e da quelli di Mentone e Verbier.
Tra le più importanti sedi italiane in cui si è esibita ricordiamo l’Auditorium della Fondazione Cariplo e la Sala Verdi di Milano, i Teatri Ponchielli di Cremona, Regio di Parma, Carlo Felice di Genova, Pergola di Firenze, l’Auditorium del Parco della Musica di Roma, Petruzzelli di Bari e Politeama di Palermo. 
Nel corso delle sue tournée Salvatore Accardo ha suonato con l’OCI i meravigliosi strumenti Stradivari e Guarneri del Gesù, tra i quali il violino Guarneri del Gesù il “Cannone” appartenuto a Niccolò Paganini (Tokyo, Lincoln Center di New York, Lingotto di Torino).
L’Orchestra da Camera Italiana ha inciso per Warner Fonit, EMI Classics e Foné. 
La Fondazione Orchestra da Camera Italiana opera grazie al contributo di Fondazione Cariplo. Dal 2012 collabora inoltre con Pirelli, che mette a disposizione il proprio Auditorium per le prove d’Orchestra, favorendo lo studio di nuovi programmi musicali. 
Nato a Torino 1941, Salvatore Accardo è considerato il più grande violinista italiano della sua generazione. Dopo aver studiato al Conservatorio di Napoli e, successivamente, all’Accademia Chigiana di Siena, ha vinto prestigiosi concorsi internazionali come quello di Vercelli (1955), Ginevra (1956), Siena (1957) e Paganini di Genova (1958), affermandosi a livello mondiale per lo straordinario virtuosismo in un repertorio estremamente vasto che va da Vivaldi a Bach a Beethoven, da Paganini a molti autori del Novecento. Suona regolarmente con le maggiori Orchestre e i più importanti Direttori, affiancando all’attività di Solista quella di Direttore d’Orchestra. In questa veste ha lavorato con le più importanti orchestre europee ed americane.
La passione per la musica da camera e l’interesse per i giovani lo hanno portato alla creazione del Quartetto Accardo nel 1992 e all’istituzione dei corsi di perfezionamento per strumenti ad arco della Fondazione W. Stauffer di Cremona nel 1986 insieme a Bruno Giuranna, Rocco Filippini e Franco Petracchi.
Ha inoltre dato vita nel 1971 al Festival Le Settimane Musicali Internazionali di Napoli in cui - primo esempio assoluto - il pubblico era ammesso alle prove, e al Festival di Cremona, interamente dedicato agli strumenti ad arco.
Nel 1987 ha debuttato con grande successo come Direttore d’orchestra e successivamente ha diretto, fra l’altro, all’Opera di Roma, all’Opéra di Monte Carlo, all’Opéra di Lille, al Teatro di San Carlo a Napoli, al Festival Rossini di Pesaro, oltre a numerosi concerti sinfonici. 
Oltre alle incisioni per la Deutsche Grammophon dei Capricci e dei Concerti per violino di Paganini con Charles Dutoit, Salvatore Accardo ha registrato per la Philips le Sonate e le Partite di Bach per violino solo, l’integrale dell’opera per violino e orchestra di Max Bruch con Kurt Masur, i concerti di Čajkovskij, Dvořák, Sibelius con Colin Davis, il concerto di Mendelssohn con Charles Dutoit e quelli di Brahms e Beethoven con Kurt Masur. Varie altre incisioni sono il frutto della collaborazione con le etichette ASV, Dynamic, EMI, Sony Classical, Collins Classic e Foné. 
Nel corso della sua prestigiosa carriera Salvatore Accardo ha ricevuto numerosi premi, tra cui il Premio Abbiati della critica italiana per le sue eccezionali interpretazioni.
Nel 1982 il Presidente della Repubblica Pertini lo ha nominato Cavaliere di Gran Croce, la più alta onorificenza della Repubblica Italiana. 
In occasione delle celebrazioni del Bicentenario Paganiniano si è esibito in tutto il mondo suonando i 24 Capricci con il “Cannone”, violino di Guarneri Del Gesù appartenuto a Niccolò Paganini.
Durante la tournée effettuata in Estremo Oriente nel novembre 1996, il Conservatorio di Pechino lo ha nominato Most Honorable Professor.  Nel 1999 è stato insignito dell’ordine Commandeur dans l’ordre du mérit culturel, la più alta onorificenza del Principato di Monaco. Nel 2002 gli è stato conferito il prestigioso premio Una vita per la Musica.Salvatore Accardo suona un violino Stradivari  (Hart ex Francescatti "1727) e un Guarnieri del Gesù ("Reade" 1733)
Il programma che vedrà come solisti  il maestro Accardo e Laura Gorna, sarà interamente dedicato alla Musica Barocca  , da Vivaldi a Bach, con  incursioni nel virtuosismo di de Sarasate, con la sua Carmen Fantasy e la stupenda Serenata per archi di P. I. Tchajkovsky. Un programma   tale da mettere in risalto le caratteristiche timbriche dell'Orchestra da Camera Italiana ed il virtuosismo dei suoi solisti che sapranno affascinare il pubblico che ogni volta affolla il Teatro Curci.
Per informazioni tel. 0883/528026 - 380 3454431 info@culturaemusica.it ; www.culturaemusica.it; www.facebook.com/asscurci; @asscurci -  Botteghino Teatro Curci  0883 332456



lunedì 16 gennaio 2017

Karl-Heinz Steffens debutta sul podio dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai a Torino il prossimo 19 gennaio.


Da primo clarinetto dei Berliner Philharmoniker a Direttore d’orchestra dalla carriera internazionale: il cinquantacinquenne tedesco Karl-Heinz Steffens debutta sul podio dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai giovedì 19 gennaio alle 20.30, all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino, con collegamento diretto su Radio3. Già protagonista con orchestre come i Berliner Philharmoniker, la Philharmonia di Londra, i Wiener Philharmoniker e la Philarmonique di Radio France, Steffens è stato nominato Direttore musicale della Deutsche Staatsphilharmonie Rheinland-Pfalz a Ludwigshafen dalla stagione 2009/2010. A Torino, insieme al pianista romeno Herbert Schuch, propone il Concerto n. 3 in do minore op. 37 di Ludwig van Beethoven, eseguito per la prima volta a Vienna il 5 aprile 1803, con il compositore al pianoforte. Particolarmente influenzato dalle sue collaborazioni con Alfred Brendel, Schuch ha catturato l’attenzione internazionale dopo aver vinto nel corso di un solo anno tre importanti concorsi pianistici: il “Casagrande” di Terni, il Concorso Internazionale di Londra e il Concorso “Beethoven” di Vienna. Ha collaborato con direttori come Pierre Boulez, Yannick Nézet-Séguin, Jonathan Nott e molti altri.
Nella seconda parte della serata è in programma la Sinfonia n. 7 in mi maggiore di Anton Bruckner, una delle pagine più eseguite del compositore austriaco, la cui fama è dovuta anche al suo riferimento funebre a Richard Wagner, che morì proprio mentre Bruckner stava scrivendo l’opera. La prima esecuzione si tenne a Lipsia il 30 dicembre del 1883. La sinfonia ottenne subito un notevole successo di critica, il primo della carriera di Bruckner. Un direttore d’orchestra come Arthur Nikisch arrivò a dire di non aver mai ascoltato nulla di simile, da Beethoven in avanti. 
Il concerto è replicato venerdì 20 gennaio alle ore 20. Le poltrone numerate, da 30 a 15 euro (ridotto giovani con meno di trent’anni) sono in vendita sia online sia presso la biglietteria dell'Auditorium Rai. Un'ora prima dei due concerti sono messi in vendita gli ingressi non numerati a 20 e 9 euro.
Informazioni: 011.8104653 – biglietteria.osn@rai.it – www.osn.rai.it

"La dodicesima notte" di Shakespeare nell'originale adattamento per la Compagnia Diaghilev di Massimo Verdastro torna per dieci recite al Teatro van Westerhout di Mola di Bari, dal prossimo venerdì 20 gennaio.


«La dodicesima notte» di Shakespeare, nell’originale adattamento per la Compagnia Diaghilev di Massimo Verdastro, tra i grandi interpreti della scena italiana, torna per dieci recite (oltre ad alcune rappresentazioni riservate alle scuole) al Teatro van Westerhout di Mola di Bari a gennaio, da venerdì 20 a domenica 22 e da venerdì 27 a domenica 29, e a febbraio, da giovedì 2 a domenica 5 (feriali ore 21, domeniche ore 19, posto unico 10 euro, info e prenotazioni 333.126.04.25).
Con quest’ultimo spettacolo, già rappresentato sempre al Van Westerhout per 22 repliche (tra serali e matnée) nello scorso mese di ottobre con grande successo di pubblico e critica, la Diaghilev conferma il suo impegno produttivo teso a promuovere un'idea di lavoro di qualità e di largo coinvolgimento del pubblico. Al tempo stesso, le linee di indirizzo seguite dalla Compagnia si riconoscono in un concetto di stanzialità progettuale che individua nel Teatro (inteso come spazio e come attività creativa) un fondamentale centro di aggregazione e un motore propulsore per incrementare i processi di crescita culturale del territorio e per favorire la valorizzazione e la più ampia fruizione del patrimonio artistico della nostra regione. Un percorso in sintonia con i programmi di residenza avviati da diverso tempo nella struttura teatrale molese con la collaborazione della Regione Puglia, Unione Europea, Teatro Pubblico Pugliese, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Comune di Mola di Bari.  
Commedia platonica e tra le più raffinate del drammaturgo inglese, «La dodicesima notte» di Verdastro, cui Radio Tre ha dedicato un’intera puntata della trasmissione «Teatri in prova», affronta l’incertezza del vivere quotidiano, il tema dell’omosessualità e il contrasto tra illusione e realtà. Premio Ubu e Premio Eti Olimpici del Teatro, una carriera caratterizzata dalla scoperta, interpretazione e direzione delle nuove drammaturgie e una serie di collaborazioni da Peter Stein a Luca Ronconi, Verdastro ha curato con Marco Ortolani l’adattamento del testo scespiriano dalla traduzione di Masolino D’Amico esaltando la modernità di questa commedia priva di riferimenti a un’epoca e a un luogo precisi.
«Avrei, infatti, potuto immaginarla in un teatro elisabettiano come in una stazione spaziale», spiega Verdastro, che ha lavorato con un gruppo di giovani attori formato da Elisabetta Aloia, Antonella Carone, Teo Guarini, Francesco Lamacchia, Loris Leoci, Vito Lopriore, Tony Marzolla, Paolo Panaro, Giulia Sangiorgio e Giuseppe Scoditti.
Sono gli interpreti di questa commedia corale fondata sugli equivoci, sugli scambi di identità e di genere, nella quale amore ed espedienti si mescolano sapientemente attraverso le vicende di Sebastian e della sorella gemella Viola, che travestita da uomo si fa strada in un mondo dominato dagli uomini.
Naufraga con il fratello in una terra sconosciuta, l’Illiria, Viola decide di entrare a fare parte del nuovo mondo sotto spoglie maschili generando una serie di equivoci attraverso i quali i vari personaggi sveleranno la loro natura più profonda. «La Dodicesima notte è, infatti, la commedia dell’androginia, uno dei nuovi temi della cultura rinascimentale», racconta Verdastro. «Shakespeare fa suo questo dato culturale. E agli albori del XVII secolo concepisce un’opera in cui l’omosessualità dichiarata di Antonio nei riguardi di Sebastian, quella apparente del duca Orsino verso Viola-Cesario e quella nascosta di Olivia nei riguardi dello stesso personaggio, diventa elemento di contrapposizione al prevalente codice di comportamento eterosessuale. L’omosessualità - spiega ancora Verdastro - in Shakespeare è un sentimento in divenire, non una consuetudine culturale già acquisita. Per cui, nel travestimento di Viola, nel turbamento che lei prova e provoca negli altri personaggi, si avverte la volontà di trasgredire o sovvertire ordini di percezione già acquisiti, di sperimentare una diversa eccitazione della mente di fronte alle molteplici possibilità d’essere».
Scene e costumi portano la firma di Tommaso Lagattolla, le luci quella di Marcello D’Agostino. Musiche a cura di Marco Ortolani, preparazione vocale e musicale di Francesca Della Monica, mentre i movimenti mimici e l’assistenza alla regia sono di Giuseppe Sangiorgi.

Il 20 gennaio il violinista Valery Sokolov suona a Taranto con l'Orchestra della Magna Grecia diretta da Luigi Piovano.


«La sua performance è stata ricca di contrasti, in un’alternanza di acciaio e velluto. L’ultimo movimento del concerto era pieno di energia, il suono sontuoso ed elettrizzate, drammatico ed esilarante al tempo stesso...»: così si esprimeva Tim Homfray, giornalista della prestigiosa rivista inglese “The Strad”, recensendo nel 2011 un concerto del violinista ucraino Valeriy Sokolov. 
Nato nel 1986 a Kharkov, Valeriy Sokolov, violinista cresciuto alla formidabile scuola di una leggenda dell'archetto come Yehudi Menhuin, appena trentenne è già una solida realtà del concertismo classico internazionale, tanto da essere sempre più richiesto per le sue interpretazioni sorprendentemente mature di alcune delle opere più difficili del repertorio violinistico; da anni, inoltre, Valeriy Sokolov è legato, con un contratto in esclusiva, all’importante etichetta EMI/Virgin Classics per la quale ha già inciso numerosi CD. Il violinista Valeriy Sokolov sarà il protagonista, con l’Orchestra ICO “Magna Grecia diretta da Luigi Piovano, di “Brahms in forma di danza”, il concerto con cui torna al grande repertorio classico la XV Stagione “Matera in Musica di Festival Duni e Istituzione Concertistico Orchestrale “Magna Grecia”. All’Auditorium “Gervasio” di Matera Valeriy Sokolov si misurerà con il grandioso Concerto in re maggiore per violino e orchestra, op. 77 di Johannes Brahms, universalmente considerato come una delle partiture più riuscite del compositore tedesco, uno dei concerti per violino più famosi ed eseguiti nella storia della musica.
Composto da Brahms a quarantacinque anni, in una delle sue più tranquille e feconde stagioni creative, il Concerto per violino e orchestra è percorso in gran parte da una esuberanza di melodie e da una radiosa amabilità di tono, una splendida partitura la cui esecuzione richiede al solista non comuni capacità interpretative e un notevole virtuosismo.
In questo concerto l’Orchestra ICO “Magna Grecia” sarà diretta da Luigi Piovano, il suo Direttore musicale, raffinato ed esperto direttore, nonché “primo violoncello” dell’Orchestra di Santa Cecilia di Roma.Con la sua direzione l’Orchestra “Magna Grecia” eseguirà in questo concerto anche le travolgenti Danze Ungheresi di Johannes Brahms, popolarissime composizioni che recuperano la tradizione popolare zigana.
Sono un appassionato omaggio alle canzoni di quel mondo zingaresco che il giovane Brahms aveva conosciuto, annotandosene le melodie, nelle birrerie viennesi e in occasione di una sua tournée in Ungheria con il violinista Ede Remémyi, per poi farle rivivere in queste composizioni mantenendone la straordinaria vitalità, fatta di varietà e leggerezza ritmiche.
“Brahms in forma di danza” con Valeriy Sokolov e l’Orchestra ICO “Magna Grecia” diretta da Luigi Piovano,concerto della stagione XV “Matera in Musica” 2016-2017 di Festival Duni e ICO “Magna Grecia”, si terrà venerdì 20 gennaio (ingresso ore 20.30 - start ore 21.00), all’Auditorium “Gervasio” di Matera.
Biglietti a € 15 al botteghino, + € 1 di eventuale prevendita: per info e prevendita rivolgersi a Matera direttamente presso Orchestra della Magna Grecia, in via De Viti De Marco n. 13 (tel. 0835.1973420 –info.ensemblegabrieli@gmail.com) o presso la Cartolibreria Montemurro, in via delle Beccherie n.69 (0835.333411, www.orchestramagnagrecia.it 
È confermata anche quest’anno la partnership culturale e sociale di Ubi Banca Carime, che rinsalda il suo sostegno convinto per corroborare sul territorio la funzione di una economia integrata al fine di garantire responsabilmente un’alta qualità della vita; main sponsor sono Grieco Collezioni Uomo Donna Matera, BAWER, EcoWash, Italcementi Group e Concessionaria Peugeot Lions Service a Matera. Partner istituzionali sono Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e Turismo, Comune di Matera, Regione Basilicata, UNESCO, FESR Basilicata, Matera Capitale Europea della Cultura 2019. Partner tecnico è Provinciali Service audio video luci.

Splendida prova della violinista Francesca Dego con Brahms sabato scorso con l'Orchestra Sinfonica Metropolitana di Bari.


Un' atmosfera quasi polare, ha accolto il concerto diretto da Boian Videnoff con la partecipazione della solista al violino Francesca Dego. In programma c'erano solo due composizioni, dato il freddo gelido della serata in Cattedrale. La Sinfonia n. 40 in sol minore di Mozart e il Concerto per violino in re maggiore op. 77 di Brahms, suonato per l'appunto dalla Dego.
Una folla notevole ha accolto la solista milanese, C'era pubblico persino in piedi, in ogni angolo della chiesa. Dopo l'introduzione con la bella sinfonia mozartiana, diretta dal maestro bulgaro Videnoff con autorevolezza e sicurezza, l'Orchestra Sinfonica Metropolitana di Bari ha reso con bello spirito anche il capolavoro di Brahms, ben interpretato dalla Dego. L'acustica si è rivelata parecchio imprecisa, data la scarsa puntualità degli "attacchi"., ma il concerto ha avuto una esemplare interpretazione della Dego, che ha offerto il suo eccellente virtuosismo paganiniano nei momenti stellari del concerto. Soprattutto nel secondo e terzo movimento si è espressa ottimamente nelle due cadenze, riportando un Buon successo. Speriamo che questa serata sia l'ultima "fuori sede". Non se ne può più di continuare a soffrire per l'assenza di un Auditorium "Nino Rota" ormai pronto da più di un anno, e che è ancora inutilizzabile per io motivi più assurdi. Ci aspettiasmo che questa sia la volta buona, per l'Orchestra stabile barese, per avviare una stagione Organica e positiva, senza più tentennamenti di sorta nella sua sede più appropriata. Si spera che la Politica si metta d'accordo almeno su questo e ci dia una notizia positiva.